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Origini degli Stulfa Astolfo? (Cividale del Friuli, ... Pavia, dicembre 756) fu re dei Longobardi e re d'Italia dal 749 al 756. https://it.wikipedia.org/wiki/Astolfo_(re) Varianti Maschili: Astulfo, Aistolfo Ipocoristici: Stolfo Varianti in altre lingue Germanico: Haistulf[2], Haistuplh[2], Haistolf[2], Heistulf[2], Heistolf[2], Aistulf[2], Aistolf[2] Latino: Astuplhus[1]

Cos la Slovacchia? La storia slovacca si svolta in massima parte allinterno del regno dellantica Ungheria, dove le origini etniche dei suoi abitanti non ebbero alcun ruolo significativo: fino alla fine del XVIII secolo la lingua dominante fra le persone colte era il latino, e solo nella seconda met del XIX secolo e allinizio del XX cominci a manifestarsi una netta tendenza a trasformare le varie nazionalit che vivevano in Ungheria in una nazione ungherese. Gli slovacchi, per, tendono a liquidare la loro stessa storia come un millennio di oppressioni. Il vuoto creato da una storia cos rinnegata viene colmato dai miti, che essendo pi vaghi e romantici sembrano, ad alcuni slovacchi, pi

idonei dei fatti per conquistare un riconoscimento generale. http://www.caffeeuropa.it/cultura/283vilikovsky.html Slovacchia 1592-1910 libri delle chiese e delle sinagoghe Nella seconda met del XVI secolo, a seguito di una consistente immigrazione di nobili ungheresi, la classe dirigente slovacca fu notevolmente magiarizzata e fu ridimensionato il potere degli elementi di origine tedesca. Larrivo di metalli preziosi dal nuovo mondo segn anche per la Slovacchia un periodo di crisi, per il drastico ridimensionamento del prezzo dellargento estratto dalle sue miniere. Dopo le distruzioni della guerra dei Trent

anni (1618-48) e le migrazioni di massa delle famiglie protestanti, nel XVII secolo il territorio slovacco fu costantemente teatro di lotta fra gli Asburgo e la nobilt ungherese, prima di passare stabilmente, come lUngheria, agli Asburgo (pace di Carlowitz, 1699). Storia della Slovacchia A Presburgo fior nel XVIII secolo il regno di Maria Teresa d'Austria, che la trasform nella pi grande e importante citt del territorio corrispondente all'unione dei territori dell'attuale Slovacchia e Ungheria. La popolazione triplic; furono costruiti nuovi palazzi, monasteri e strade e la citt fu centro socio-culturale della regione. La citt inizi a perdere la sua importanza con il regno del figlio di Maria Teresa Giuseppe II, specie quando i gioielli della corona

furono trasferiti a Vienna, nel 1783, nel tentativo di rafforzare l'unione tra Austria e Ungheria. Molti uffici centrali furono trasferiti a Buda, seguiti da gran parte della nobilt. Qui furono pubblicati i primi giornali in ungherese, Magyar hrmond nel 1780 e in slovacco, Presspurske Nowiny nel 1783. Nel XVIII secolo la citt divenne centro del movimento nazionale slovacco. Ungheria, Atti delle chiese cattoliche, 1636-1895 Nei secoli XVII e XVIII, lUngheria era sottomesso a due

imperi interessati soltanto a riscuotere tributi. Il conflitto si fece pi acuto quando la maggioranza della popolazione ader alla Riforma e Vienna volle restaurare il cattolicesimo. Sorse una nuova coscienza politica, persino tra i nobili, contro lassolutismo, la povert della classe contadina e il ristagno del paese. Durante la rivoluzione del 1848, la Dieta ungherese approv le Leggi di aprile, che determinavano cambiamenti in materia agraria e fiscale. Oltre ad una maggiore rappresentativit politica, la Dieta propose di riunificare il paese con unamministrazione separata a Budapest. La riforma fu osteggiata dai grandi proprietari terrieri e dalle minoranze (serbi, rumeni e croati).

Storia di Budapest 16861916 Budapest was created in 1873 through the amalgamation of three hitherto separate towns: the medieval citadel of Ofen (Hungarian: Buda), Pest and Altofen (Hungarian: buda). The Habsburg epoch in the citys history was initially marked by the wars against the Turks In 1689 Ofen came under Habsburg rule after 150 years of Ottoman occupation. During the nineteenth century Budapest saw the birth of the modern Magyar nation. After the Compromise of 1867 Budapest expanded rapidly and developed into a metropolis of European consequence.

Elisabetha Stulfa e Theresia Stulfa Slovacchia 1747 Josepha Gabriela Stulfa Slovacchia 1747?-1758? Marianna Stulfa Slovacchia 1751 Elisabet Cathar Stulfa Slovacchia 1755- Josephum Stulfa Slovacchia 1766-

Joannes Michal Stulfa Slovacchia 1768 Elisabetha Stulfa Slovacchia 1781 Petrum Szky Stulfa Niytra - Pest (Slovacchia, dal 1775 Ungheria, influenza asburgica) 1785- 1831, chirurgo-veterinario Zeitung: 1816, 1 Universit di Scienze Veterinarie (Budapest, Ungheria)

Und Medicinisch-chirurgische Magdalena Stulfa Slovacchia 1797 Anna Maria Stulfa Slovacchia 1805 Aloysia Maria Barbara Stulfa Ungheria 1809 Figlia di Peter Juliana Stulfa Slovacchia 1811

Carolus Petrus Joannes Stulfa Ungheria 1811 Stulfa Carl Schematismus der OesterreichischKaiserlichen Armee: fr das Jahr .... 1812 Josephus Stulfa Slovacchia 1816 ASCOLTA LA MOLDAVABedich Smetana

Litomyl, 2 marzo 1824 Praga, 12 maggio 1884) stato un compositore ceco. conosciuto in particolare per il suo poema sinfonico Vltava (La Moldava in italiano), il secondo in un ciclo di sei che egli intitol M vlast ("La mia patria") (1874-1879), e per la sua opera La sposa venduta (1866), particolarmente ricca di motivi cechi. Monumento a Smetana a Praga, nei pressi del Ponte Carlo Studi da autodidatta sin da piccolo il pianoforte e il violino. La prima formazione musicale la ricevette dal padre, il quale nell'ambito familiare aveva costituito un quartetto d'archidilettante, e da due maestri a Plze. Studi quindi al Conservatorio di Praga con il maestro Josef Proksch, il quale riusciva a procurargli alcuni lavori a corte, in genere di carattere didattico. Dopo vari lutti familiari, nel 1856 si trasfer a Gteborg, in Svezia, dove diresse la Societ filarmonica e inizi a dedicarsi alla composizione, facendo diverse tourne in

Europa riscuotendo notevole successo. All'inizio era accompagnato dalla prima moglie, la pianista Kolr, mentre poi dalla seconda, Ferdinandi, sposata dopo la morte di Katarina, nel 1859. L'artista torn nel suo paese natale, a Praga, nel 1861, dove la situazione sociale e politica si era nel frattempo notevolmente assestata, e apr un nuovo istituto musicale, la societ filarmonica Hlahol, dedita alla promozione della musica ceca. Smetana effettu anche diverse attivit di critico musicale e dal 1866di direzione d'orchestra nel Teatro Nazionale di Praga, in cui furono rappresentate le sue opere teatrali. L'insorgere di una sordit, che con il passare del tempo divenne sempre pi grave (in particolare sentiva una nota acuta nella testa - riprodotta nel Quartetto n.1 "Dalla mia vita"), forz le sue dimissioni e il trasloco nel villaggio di Jabkenice nel 1874-1875. Nel 1848 fond una scuola di musica sovvenzionata anche da Liszt. Scrisse la sua prima sinfonia nazionalista in occasione dei moti insurrezionali nel 1848 a Praga, che all'epoca faceva parte dell'Impero austriaco, a cui brevemente prese parte. Negli ultimi anni della malattia, compose: il ciclo sinfonico La mia patria (composto di sei poemi sinfonici: Vyehrad, Vltava, rka, Dai prati e dai boschi di Boemia, Tbor, Blank); la polka La contadinella e Il carnevale di Praga; due pezzi per violino e pianoforte, intitolati Dal mio paese; Lieder per voce e pianoforte, facenti parte del ciclo Canti della sera.

Nonostante i problemi di salute, Smetana continu la sua attivit di compositore fino a quando la morte sopravvenne. Era il 1884 in un ospedale psichiatrico di Praga. sepolto a Praga nel cimitero di Vyehrad e la citt gli ha dedicato un monumento vicino al fiume Moldava, nei pressi del Ponte Carlo. Smetana pose le basi di un linguaggio musicale di carattere nazionale che, nonostante i continui richiami a modelli stranieri, in particolare a Hector Berlioz ed a Franz Liszt, valorizz il patrimonio culturale etnico della Boemia (miti, danze, canzoni), assegnando alla sua nazione un ruolo di primo piano nella musica europea del secondo XIX secolo. Ebbe grande influenza su Antonn Dvok, il quale pure us temi cechi nelle sue opere, e su molti compositori posteriori cechi e non, come ad esempio Arnold Schnberg. La Primavera di Praga, festival di musica classica, si apre ogni anno il 12 maggio, anniversario della sua morte, con un'esecuzione della Moldava. Antonin Stulfa Vescovo ceco 1826-1830 http://www.stulfa.it/stulfa%20nel%20mond o/Stulfa%20nel%20mondo/index.html Antonn Dvok

ascolta

Nelahozeves, 8 settembre1841 Praga, 1 maggio 1904) stato un compositore ceco. Antonn Dvok nacque nel 1841 a Nelahozeves vicino a Praga(nel Regno di Boemia, parte dell'Austria-Ungheria, ora Repubblica Ceca), la citt dove trascorse la maggior parte della sua vita. Fu battezzato con rito cattolico nella chiesa di Sant'Andrea. Gli anni trascorsi a Pullir alimentarono la sua fede cristiana e il suo amore per l'eredit boema, caratteristiche che hanno fortemente influenzato la sua musica. Il padre gestiva una macelleria ed una locanda ed era anche un suonatore di zither, uno strumento a corda molto diffuso nelle regioni dell'impero d'Austria. Il padre desiderava che il giovane Antonn seguisse l'attivit di famiglia, invece il precoce talento mostrato dal figlio al violino fece s che questi seguisse prima un corso di studi formali nella piccola localit di Zlonice e poi - dal 1857 - altri studi di carattere prevalentemente musicale alla Scuola per Organo di Praga. Dopo essersi diplomato, Dvok cominci a guadagnarsi da vivere lavorando come esecutore (al violino ed alla viola) e impartendo lezioni di musica. Durante gli anni sessanta ricopr il ruolo di viola principale nell'Orchestra del Teatro Provvisorio Boemo, che a partire dal 1866 fu spesso sotto la direzione del compositore ceco Bedich Smetana. Dvok compose in questo periodo (1865) due delle sue prime composizioni di rilievo, la Prima Sinfonia in Do minore B9 e Cipressi, un ciclo di canzoni per voce e pianoforte, probabilmente ispirato dall'angoscia per l'amore non corrisposto nei confronti di una giovane allieva, l'attrice Josefina ermkov; tuttavia qualche anno pi tardi (1873), il musicista

spos Anna ermkov, sorella minore di Josefina. Altre composizioni di questi anni sono il quartetto n. 4 in mi minore B19 (1869-70), l'opera Alfred (1870), la cantata Hymnus (1873) e la Terza Sinfonia in mi bemolle maggiore op.10 B34 (1873), opere ancora sotto l'influenza della musica di Richard Wagner. Grazie alla Terza Sinfonia, anche per l'interessamento di Johannes Brahms e del famoso critico musicale Eduard Hanslick, entrambi allora residenti a Vienna, Dvok ottenne nel 1875 una borsa di studio statale. Lo stipendio annuale permise al musicista ceco di abbandonare i ranghi dell'orchestra e di avere pi tempo da dedicare alla composizione. Negli anni della maturit il linguaggio musicale di Dvok inizia a risentire dell'influenza del Classicismodi Brahms - ritenuto all'epoca il campione dello schieramento "conservatore" contrapposto a Wagner il "progressista" - e ad assumere come segno distintivo la presenza di ritmi e melodie desunti dalla musica popolare ceca. Fra Brahms e Dvok si stabil un rapporto di stima reciproca ed amicizia ed il compositore tedesco segnal la musica dell'amico all'editore musicale di Bonn Fritz Simrock, per il quale Dvok compose la prima delle due serie di Danze Slave (1878), entrambe modellate sulle Danze Ungheresi di Brahms. In questo modo la musica di Dvok cominci a divenire popolare, circolando con maggiore facilit in Europa. Nel 1884 Dvok si rec per la prima volta in Inghilterra, dove diresse con grande successo il suo Stabat Mater op. 58, inoltre compose numerosi lavori per le societ corali di Birmingham e Leeds, fra cui la cantata The Spectre's Bride (La Moglie dello Spettro) op. 69 B135 (1885), l'oratorio Santa Ludmilla op. 71 (1886) ed il Requiem op. 89 (1891). Fra gli altri lavori destinati al pubblico britannico ci sono anche la Settima Sinfonia in Re minore Op. 70 B141 (1885) e l'Ottava Sinfonia in Sol maggiore op. 88 B163 (1888), commissionate dalla Royal Philharmonic Society.

Su invito di Jeannette Thurber, una ricca esponente dell'alta societ, Dvok si trasfer a New York, dove dal 1892 al 1895 assunse la direzione del Conservatorio Nazionale. La signora Thurber, che era stata fra i fondatori dell'istituto musicale, desiderava fortemente che il Conservatorio fosse diretto da una personalit di primo piano che fosse in grado di plasmare e dare impulso ad una scuola di composizione "nazionale", una scuola per una musica nuova ed autenticamente americana. Per accettare l'incarico Dvok pose la condizione che gli studenti nativi americani e afro-americani, dotati di talento ma privi dei mezzi economici, sarebbero stati ammessi gratis alla scuola; questo fu un primo esempio di aiuto finanziario in base al bisogno, chiamato negli Stati Uniti "need-based financial aid". Fu nel periodo in cui ricopr la carica di direttore del Conservatorio che Dvok divenne amico di Harry Burleigh, che successivamente divent un importante compositore afro-americano. Dvok insegn a Burleigh composizione, e, in cambio, Burleigh trascorse ore a cantare tradizionali spiritual americani per Dvok. Burleigh continu a creare messe in scena di questi spiritual che reggono bene il confronto con composizioni classiche europee. Durante l'inverno e la primavera del 1893, mentre era a New York, Dvok scrisse la sua opera pi celebre, la Sinfonia n. 9 detta Dal nuovo mondo. A seguito di un invito della sua famiglia, trascorse l'estate del 1893 nella comunit di lingua ceca a Spillville, Iowa. L compose due delle opere da camera pi famose, il quartetto per archi in fa maggiore op. 96 (detto Americano) ed il quintetto d'archi in mi bemolle maggiore op. 97. Negli Stati Uniti assistette anche all'esecuzione di un concerto per violoncello del compositore Victor Herbert. Dvok fu cos entusiasmato dalle possibilit che la combinazione di violoncello e orchestraoffriva, da scrivere anch'egli un concerto per violoncello, il Concerto per violoncello in Si minore (1895). Da allora il concerto, considerato uno dei migliori del suo genere, cresciuto in popolarit e oggi frequentemente eseguito. Dvok aveva lasciato incompiuta un'analoga composizione,

il concerto per violoncello e orchestra in la maggiore (1865), che fu completata ed orchestrata dal compositore tedesco Gnter Raphael tra il 1925 ed il 1929 e da Jarmil Burghauser nel 1952.

Altro luogo importante per il percorso artistico del compositore fu Luany. L'architetto e mecenate Josef Hlavka (18311908) risiedeva nel castello, che aveva ricostruito insieme al parco nel 1886-1887. La seconda moglie di Hlavka, Zdenka Hlavkov (18431902) era pianista e cantante e port a Luany un grande numero di artisti, pittori, scultori, scrittori e musicisti, tra i quali Dvok, che compose qui l'opera Il Diavolo e Caterina (1898-1899). Per la consacrazione della nuova cappella del castello, Dvok compose su commissione di Hlavka la Messa in re maggiore per soli, coro e orchestra op. 86, che fu eseguita l'11 settembre 1887 con la direzione del compositore stesso e la Hlavkov tra i solisti[1]. A Luany venne data in forma privata la prima esecuzione del Concerto per violoncello n. 2 nell'agosto 1895. Torn, infine, a Praga dove fu direttore del Conservatorio dal 1901 fino all'anno della sua morte, il 1904. Dvok aveva una personalit eclettica. Oltre alla musica, c'erano due particolari passioni nella sua vita: le locomotive, e l'allevamento di piccioni. Negli ultimi anni si ritrov in difficolt finanziarie: aveva venduto molte delle sue bellissime composizioni per cos poco che a stento aveva di che vivere. sepolto nel cimitero di Vyehrad a Praga. A Dvok stato intitolato il cratere Dvork, sulla superficie di Mercurio . Stile musicale e influenze Le opere di Dvok sono organizzate in diversissime forme: le sue nove sinfonie si rifanno a modelli classici che Ludwig van Beethoven avrebbe approvato e sono comparabili a quelle di Johannes Brahms, ma egli lavor anche nel campo del poema sinfonico e l'influenza di Richard Wagner evidente in alcune composizioni. Molte delle sue opere mostrano anche l'influenza della musica folkloristica ceca, sia per i ritmi, sia per le forme melodiche; forse gli esempi pi noti sono le due raccolte di Danze Slave(Danze slave per pianoforte a 4 mani, op. 46 e 72, scritte nel 1878). Oltre alle composizioni gi menzionate, Dvok scrisse opere (la pi celebre delle quali Rusalka), musica da camera (compreso un discreto numero di quartetti d'archi , fra cui l'Americano) e musica per

pianoforte. Le opere di Dvok furono catalogate da Jarmil Burghauser in Antonn Dvok. Thematic Catalogue. Bibliography. Survey of Life and Work (Export Artia Prague, Cecoslovacchia, 1960). In questa catalogazione, ad esempio, la Sinfonia Dal nuovo mondo (Op. 95) B178. Sinfonie Durante la vita di Dvok solo cinque sinfonie furono largamente conosciute. Il suo editore, Simrock, non ambiva a pubblicare grandi opere sinfoniche, dato che queste erano difficili da vendere. La prima ad essere pubblicata fu la n. 6, poich la sua stella internazionale si stava levando e famosi direttori come Hans Richter, cui era dedicata, desideravano nuove opere sinfoniche ed il loro patrocinio. Dopo la morte di Dvok, la ricerca condusse ad altre quattro sinfonie, delle quali la prima era andata persa dal compositore stesso. Tutto ci port ad una confusa situazione in cui la Sinfonia n. 9 Dal nuovo mondo stata alternativamente chiamata n. 5, n. 8 e n. 9. In questa voce esse sono numerate secondo l'ordine in cui furono scritte, che il normale sistema di numerazione usato attualmente. Al contrario di molti altri compositori che non scrissero opere sinfoniche impegnative fino ad un'et avanzata (ad esempio il suo mentore, Johannes Brahms), Dvok scrisse la sua Sinfonia n. 1 in Do minore quando aveva appena ventiquattro anni. Sottotitolata Le Campane di Zlonice (nome di un paesino nella Boemia nativa di Dvok), chiaramente l'opera di un compositore ancora inesperto, sebbene sia una buona promessa. Lo Scherzo considerato essere il movimento pi forte. Possiede molte somiglianze formali con la Sinfonia n. 5 di Ludwig van Beethoven, seppure in armonia e strumentazione la n. 1 di Dvok sia un'opera pi romantica, che segue lo stile di Franz Schubert. La Sinfonia n. 2 in Si bemolle maggiore segue ancora Beethoven come modello; ma la Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore mostra chiaramente l'improvviso e profondo impatto di Dvok con la musica di Richard Wagner e Franz Liszt.

L'influenza di Wagner, tuttavia, non dur molto; non si pu quasi pi percepire nella Sinfonia n. 4 in Re minore. Quest'ultima fra le sinfonie del Dvok pi giovane anche considerata la migliore. Ancora lo Scherzo la parte che rifulge di pi, ma gi si nota la padronanza di Dvok in tutti gli aspetti formali. Le sinfonie intermedie di Dvok, la Sinfonia n. 5 in Fa maggiore (pubblicata come n. 3) e la Sinfonia n. 6in Re maggiore (pubblicata come n. 1), sono felici opere bucoliche. Non sono famose come le loro cugine pi tarde, sebbene molti le considerino tanto apprezzabili quanto quelle. La n. 5 l'opera pi pastorale, anche se c' un buio e lento movimento il cui tema principale richiama quello dell'introduzione del Concerto per pianoforte n. 1 di Ptr Il'i ajkovskij. La n. 6 possiede una grande somiglianza con la Sinfonia n. 2 di Brahms, in particolare nel primo e ultimo movimento. La Sinfonia n. 7 in Re minore del 1885 la sinfonia pi romantica del compositore, e spesso quella stimata pi bella, dando prova di pi tensione formale e molto pi grande intensit della sua cugina pi celebre, la n. 9. La n. 7 potrebbe a malapena essere in contrasto pi puro con la Sinfonia n. 8 in Sol maggiore (pubblicata come n. 4), un'opera che Karl Schumann (in appunti su un librettino della registrazione di tutte le sinfonie scritta da Rafael Kubelik) paragona a quelle di Gustav Mahler. Insieme all'ultima sinfonia, queste due sono considerate il picco degli scritti sinfonici di Dvok e tra le sinfonie meglio riuscite del XIX secolo. Di gran lunga la pi celebre, comunque, la Sinfonia n. 9 in Mi minore (pubblicata come n. 5), meglio nota sotto il suo sottotitolo, Dal Nuovo Mondo. Essa fu scritta tra gennaio e maggio del 1893, mentre Dvok era a New York. Al tempo della sua composizione, Dvok afferm di aver usato elementi dalla musica americana come spiritual e musica nativa americana in quest'opera, ma in seguito lo neg. Nel primo movimento c' un assolo di flauto che ricorda molto Swing Low, Sweet Chariot, e uno dei suoi studenti raccont che il secondo dipingeva, in modo programmatico, i lamenti di Hiawatha. Il secondo movimento ricordava cos tanto uno spiritual nero che furono scritti dei testi per esso e divent Goin' Home. Dvok era interessato alla musica indigena americana, ma, in un articolo pubblicato sul New York Herald il 15 dicembre 1893, scrisse "Nella Sinfonia n. 9 ho semplicemente scritto temi originali che racchiudono le peculiarit della musica indiana". generalmente riconosciuto che l'opera ha

pi in comune con la musica popolare della Boemia nativa di Dvok che con la musica americana. Tre delle registrazioni pi apprezzate di queste sinfonie sono i cicli di Rafael Kubelik con i Berliner Philharmoniker e la Symphonie-Orchester des Bayerischen Rundfunks per la Deutsche Grammophon, Libor Peek e Istvan Kertsz con la London Symphony Orchestra per la Decca Records. Poemi sinfonici I poemi sinfonici di Dvok sono considerati alcuni dei suoi lavori pi originali. Ne scrisse cinque, tutti tra il 1896 e il 1897, e presentano una numerazione Opus sequenziale: Il folletto delle acque , Op. 107; La strega di mezzod , Op. 108; L'Arcolaio d'oro, Op. 109; La colomba selvatica, Op. 110; Canto d'eroe, Op. 111. I primi quattro poemi sono basati sulle ballate del folklorista Ceco Karel Erben. Canto d'eroe nasce da un'ideazione di Dvok, e pare sia un lavoro autobiografico Therzia Stulfa Slovacchia 1845 Beata Stulfa Polonia 1847 (donna di servizio)

Peter Stulfa Slovacchia 1850 Antonius Stulfa Slovacchia 1852 Leo Janek

(Hukvaldy, 3 luglio 1854 Ostrava, 12 agosto 1928), stato un compositore ceco. ritenuto uno dei massimi compositori dell'inizio del XX secolo ed noto in particolare per la sua Sinfonietta e per i suoi lavori operistici. Trascorse un'infanzia povera a Hukvaldy, in Moravia, ricevendo dal padre, maestro elementare, violinistae organista dilettante, le prime lezioni di musica. Janek fu un compositore a sviluppo artistico molto tardivo: dopo essersi diplomato a diciotto anni in magistero al convento di Brno, tra il 1874 e il 1875 prosegu i suoi

studi musicali presso la scuola d'organo di Praga. Pur di studiare sopport sacrifici durissimi: nei primi tempi, non potendo disporre di un pianoforte, fu costretto ad esercitarsi su una finta tastiera disegnata sopra un cartone. La formazione musicale di Janek dunque, avvenne sostanzialmente da autodidatta. In questo periodo conobbe Antonn Dvok, il compositore cco che avrebbe notevolmente influito sulle sue prime composizioni, col quale strinse un'amicizia destinata a durare negli anni. Contemporaneamente partecip all'intensa vita culturale di Praga, animata da un gruppo di intellettualichiamati ruchovici, che si raccoglievano attorno alla rivista Ruch nella quale si contestavano le tendenze cosmopolite e s'affermava l'ideale di una cultura nazionale e antiaustriaca. Gi in questi anni Jancek cominci dunque a lottare per il proprio paese, al quale sar sempre profondamente legato. Nel 1876 le difficolt economiche lo costrinsero a rientrare a Brno e ad assumere la direzione della societ corale Svatopluk; dopo pochi mesi diede le dimissioni e pass a dirigere un altro coro, la Beseda brnensk, lavorando nel contempo come insegnante di musica presso il locale istituto magistrale. A questo periodo risalgono i suoi primi lavori corali e strumentali. Nel contempo Janek si stava dedicando ad approfondire la propria preparazione teorica attraverso la lettura dei testi di estetica di Josef Durdk e Zimmermann e quelli sulla psicologia musicale e la fisioacustica di Wilhelm Wundt e Hermann von Helmholtz, ricavando da queste letture la spiegazione scientifica di alcune sue intuizioni riguardo alla possibilit di affrancare l' armonia dalle rigide regole dell'armonia scolastica. Pi tardi, nel suo diario, afferm d'aver studiato a fondo dal 1876 al 1879 questi testi e d'averne tratto la conclusione che ogni accordo pu succedere ad un altro al di fuori delle regole codificate della concatenazione armonica a patto che questo procedimento risponda alle esigenze dell'espressione e della comunicazione sviluppatesi nel pubblico cui la musica destinata.

Nel 1879 Janek lasci Brno e i suoi impegni di lavoro per recarsi a Lipsia e successivamente a Vienna, presso il cui Conservatorio frequent i corsi di perfezionamento in composizione, direzione d'orchestra ed estetica, ampliando ulteriormente la sua gi vasta conoscenza della musica europea, sulla quale si tenne sempre aggiornato (scrisse: posso dire che nessun lavoro della letteratura musicale moderna mi sia sfuggito). Nel 1881 rientr a Brno, dove fond la scuola d'organo e composizione (che diresse fino al 1919) ed il 13 luglio si sposa con la pianista Zdenka Schulzov. In questo periodo intensific la sua attivit di direttore di coro e d'orchestra, dedicandosi prevalentemente all'esecuzione di opere di autori moderni, approfond gli studi sulla nuova armonia e prosegu una sistematica ricerca sul folklore moravo, raccogliendone ed analizzandone le melodie coll'amico e collaboratore Frantiek Barto. Tali ricerche attrassero l'attenzione dell'ambiente culturale cco pi della sua attivit di compositore, che fu a lungo scarsamente considerata: quando nel 1891 fu rappresentato al Teatro Nazionale di Praga il balletto Rkos Rkoczy, Jancek fu definito dalla stampa un'autorit in fatto di canto popolare, come raccoglitore e arrangiatore, ma quanto a composizione e a teorie musicali, un innovatore troppo eccentrico. Il primo periodo della carriera artistica di Janek - noto come il periodo romantico - influenzato da Smetana e, soprattutto, da Dvok. Esso si concluse con la nascita di un'opera in tre atti, rka, sullo stesso soggetto dell'omonimo poema sinfonico di Smetana. Composta nel 1887 e ispirata ad una leggenda popolare, Sarka venne rimaneggiata dal compositore molti anni dopo, per debuttare in una nuova versione a Praga nel 1924. Dal 1888 al 1906 Janek si dedic soprattutto alle ricerche folkloriche, che ispirarono anche il suo lavoro compositivo, profondamente legato ai canti e alle danze della Moravia. Nel contempo la sua formazione intellettuale e artistica andava completandosi proprio negli anni in cui, a cavallo del secolo, Thomas Masaryk stava alimentando,

in chiave materialista e positivista, la lotta antimperialista della borghesia praghese, esercitando un forte influsso, in direzione realista e naturalista, sugli artisti della rinascita cca, e aiutandoli ad emanciparsi dall'idealismo e dal romanticismo tedeschi. L'adesione al movimento ideologico di Masaryk confer dunque al lavoro di Jancek un pi chiaro significato patriottico e democratico. Una decisiva influenza sul suo orientamento artistico venne esercitata inoltre da un viaggio ch'egli compi nel 1896 in Russia e Polonia: la sua passione per la musica russa di vecchia data, ma finora egli s'era interessato soprattutto a Ptr Il'i ajkovskij, pubblicando anche alcuni saggi critici; il soggiorno russo favor il suo avvicinamento alla musica di Musorgskij, che lo colp per la sua forte, autentica ispirazione nazionale, e il contatto coi nazionalisti russi e polacchi increment il suo interesse per lo slavofilismo populista e antiborghese di cui, per le dolorose vicende del suo paese, condivideva i princip e le attese. Dal 1894 al 1903 Janek compose Jenufa (La figliastra), una partitura teatrale che all'epoca della prima a Brno (21 gennaio 1904) non suscit particolare interesse, ma che ebbe in seguito una clamorosa rivalutazione. La sua riscoperta avvenne per caso: dopo parecch anni un tale, passeggiando per la campagna morava, fu colpito da certe melodie cantate da una voce femminile: s'inform, erano melodie di Jenufa. Telegraf allora al direttore del Teatro Nazionale di Praga e finalmente nel 1916 l'opera fu data a Praga con esito trionfale.

proprio con Jenufa che Jancek afferma decisamente il suo rifiuto delle concezioni romantiche e la volont di appartenere invece ad un mondo ideale e morale nel quale vengano rispettati i diritti degli uomini, a partire dai pi umili e indifesi. Allo stesso periodo appartengono altre composizioni di rilievo, tra cui Le danze di Lachi per orchestra (1889-90), nelle quali Janek riproduce in chiave personale l'estro gioioso di un'esecuzione folklorica attraverso la ripetizione di alcune elementari figurazioni timbriche, armoniche e ritmiche contrastanti; e le due cantate: Amarus (per soli, coro e orchestra, 1897) e Padre nostro (per soli, coro e pianoforte, 1901), la prima delle quali racconta la storia di un giovane monaco che, rinchiuso fin da piccolo in un convento, osservando due innamorati in un giorno di primavera, scopre il senso dell'amore, della natura e della vita che gli negata e, disperato, s'uccide sulla tomba della madre.

Il 20 marzo 1898 dirige a Brno la prima assoluta di La colomba selvatica di Antonn Dvok. Sul finire del XIX secolo Janek intensific la sua attivit di etnomusicologo ante-litteram. Nel 1894organizz la sezione musicale morava alla Mostra etnografica di Praga e nel 1901 cur l'edizione di una raccolta di 2057 canti moravi. Parallelamente si dedic ai suoi prediletti studi sul linguaggio dei suoni, pubblicando alcuni saggi per l'Accademia Cca delle Scienze e delle Arti e, nel 1897, il volume La composizione degli accordi e la loro risoluzione. Questo testo, in cui sono riassunti i risultati acquisiti attraverso anni di ricerche, sar rielaborato dall'autore fino a dar vita, nel 1913, a quel vasto Trattato completo di armonia nel quale formul in maniera organica le sue teorie innovative. Nel 1906 Jancek chiuse di fatto il lungo periodo della ricerca folklorica pubblicando l'ampio saggio La raccolta di canti nazionali cechi in Slesia e Moravia. Da questo momento egli si dedic quasi esclusivamente alla composizione. Ebbe inizio il periodo della maturit - che la critica colloca tra il 1906e la fine della prima guerra mondiale nel 1918. In questo periodo, nel quale il suo spirito nazionalistico e il suo impegno sociale e politico si manifestarono con ancora maggior vigore, egli compose l'opera in quattro parti Il viaggio del signor Brouek sulla luna (completata nel 1917 e rappresentata nel 1920) che contiene una dura satira contro il conformismo della borghesia cca. Ad essa seguir una seconda parte: Il viaggio del signor Brouek nel sec. XV, rappresentata lo stesso anno. Ancora a temi patriottici sono ispirate due composizioni del 1918: una corale, La legione cca, e una orchestrale, la rapsodia Taras Bulba tratta dal racconto omonimo di Gogol. Nel dopoguerra la visione del mondo, umanamente pessimista, di Janek trov la sua massima manifestazione in quattro opere teatrali che contengono, in maniera diversa, una forte carica di protesta: Kt'a Kabanov (1921), La piccola volpe astuta (1924), L'affare Makropulos (1926) e Da una casa di morti (1930). L'immedesimazione del compositore con il materiale narrativo delle sue opere sempre molto forte: durante la composizione di Una casa di morti, tratta da un lavoro di Dostoevskij nel quale il letterato

russo rievoca le tragiche esperienze dell'esilio siberiano, egli confessa ad un amico: mi sembra di scendere, gradino per gradino, sempre pi in basso, e di camminare nei bassifondi pi miserabili degli esseri umani. Ed un cammino molto penoso. Le Janek, Karel Kovaovic e Jan Kunc nell'estate del 1917 Le Janek anziano in un bassorilievo Se la vita artistica di Janek non fu n facile n felice, e il successo arriv molto tardi, la sua vita privata non fu migliore: un matrimonio sbagliato e la morte prematura dei due figli lo spinsero alla ricerca di legami che si rivelarono altrettanto deludenti. La relazione con la prima Jenufa di Praga, la cantante Gabriela Orvatova, spinse la moglie del musicista ad un tentativo di suicidio che segn dolorosamente la vita della coppia. Il tardivo amore per una ragazza di Psek turber i suoi ultimi anni e ispirer parte del Quartetto n. 2, non a caso intitolato "Lettere intime". Il 18 maggio 1925 Prhody Lishky Bystroushky (Le avventure della volpe Bystroushka) ebbe la prima nella seconda versione al Teatro Nazionale di Praga ed il 15 maggio 1926 Vleti pne Brouckovy (I viaggi del signor Broucek) ebbe la prima a Brno. Il 10 febbraio 1927 viene eletto a Berlino membro dell'Accademia delle arti di Prussia. Gli ultimi anni furono un periodo particolarmente fertile. Pur dedicandosi soprattutto al teatro, il compositore affront lavori di vasta mole appartenenti a generi diversi, come la cantata Il diario di uno scomparso (composta tra il 1917 e il 1919), la Sinfonietta (1926), i due quartetti (1923 e 1928) e la celebre Missa glagolitica (1926). Finalmente cominciava a ricevere qualche gratificazione professionale: le sue partiture venivano eseguite nei teatri e nelle sale da concerto e la critica gli dimostrava maggiore

attenzione e considerazione. Nel 1919 fu nominato professore al Conservatorio di Praga e nel 1926, durante un viaggio a Londra, gli furono tributati grandi onori. Le autorit ceche gli ordinarono alcuni lavori celebrativi, riconoscendo in lui il compositore pi rappresentativo del paese. Malgrado il successo, tuttavia, Jancek continu a condurre la sua vita schiva e appartata. Mor il 12 agosto del 1928 ad Ostrava all'et di settantaquattro anni, dopo un breve periodo di riposo trascorso nella citt natale di Hukvaldy. Secondo i suoi desideri, al funerale fu eseguita la scena del Guardiacaccia che conclude La volpe astuta. La volpe astuta ebbe la prima italiana nel 1958 diretta da Nino Sanzogno con Dino Dondi, Paolo Montarsolo, Angelo Mercuriali, Mariella Adani e Luigi Alva al Teatro alla Scala di Milano. Julianna Stulfa Slovacchia 1856 Margaritha Stulfa Slovacchia 1861 Verso Fiume

(in croato: Rijeka; in ungherese: Fiume, originariamente Szentvit; in sloveno : Reka; in tedesco: Sankt Veit am Flaum o Pflaum, desueto; nei dialetti locali croati: Reka o Rika), con 175 486 abitanti nel 2011, la terza citt della Croazia per popolazione dopo Zagabria e Spalato. Situata sull'Adriatico (Golfo del Quarnaro), capoluogo della regione litoraneo-montana, sede universitaria e arcivescovile. Gi parte del Regno d'Ungheria dal 1779 al 1919nell'ambito dell'Impero austriaco e quindi di quello austro-ungarico, costitu lo Stato libero di Fiume dal 1920 al 1924; fu quindi parte del Regno d'Italia dal 1924 al 1945 come capoluogo dell' omonima provincia, per poi passare alla Jugoslavia nel 1947 e quindi dal 1991 alla Croazia. Il suo toponimo latino originario Tarsatica (da cui il nome del vicino villaggio di Tersatto, oggi rione di Fiume); successivamente si chiam Vitopolis e Flumen (o anche San Vito al Fiume).

La citt stata scelta per essere capitale europea della cultura 2020, insieme all' irlandese Galway. http://www.stulfa.it/viaggi/croazia/fiume.html Nel XVII secolo il commercio fiumano si estese sino in Puglia quindi aument l'immigrazione marchigiana e veneta. La Repubblica di Venezia non ne ebbe mai il controllo se non per una brevissima parentesi nel 1508, ma la distrusse due volte. Tra le tante lingue parlate in citt si us, soprattutto sino alla fine della seconda guerra mondiale ma ancora attualmente nell'ambito della componente autoctona italiana residente in citt, il fiumano: una variante locale del veneto "da mar" con influenze di altre lingue, prevalentemente il croato e in misura minore il tedesco[8]. L'uso scritto della lingua prima latina e poi italiana attestato da tutte le pi antiche fonti: fra le carte

latine del cancelliere Del Reno di Modena (1436-1461) sono conservati i primi documenti scritti in lingua volgare degli archivi fiumani, allegati a una carta notarile: si tratta di una tariffa del pesce e di un inventario delle cose preziose della chiesa parrocchiale di Fiume, dalle quali si deduce che il popolo conoscesse la lingua italiana. A partire da questo periodo, i documenti in italiano volgare si susseguono in gran numero: particolarmente indicativo un proclama latino del 1575 che si dice esser stato spiegato in lingua italiana "per la migliore comprensione del popolo". Nel 1599 il consiglio civico di Fiume ordin al suo magistrato di redigere in futuro i propri atti in italiano invece che in latino, per farli comprendere a tutti. D'altro canto, nelle scuole cittadine s'insegnava tanto in italiano che in "illirico" (lingua croata).[senza fonte] Al principio del XIX secolo, l'uso della lingua italiana era presente non solo negli affari della pubblica amministrazione, ma anche nei contratti privati cos come nei contadi slavi circostanti di Castua, Grobnico, Tersatto, Buccari e Vinodol le persone colte conoscevano il dialetto romanzo di Fiume. Nel contempo, rimane nell'alto golfo del Quarnaro - come pure in Istria e anche nella zona di Trieste - una costante traccia scritta della presenza del glagolitico, il pi antico alfabeto slavo conosciuto, diffuso in iscrizioni, epigrafi, libri e documenti di vario tipo.[senza fonte] A Fiume in glagolitico sono rimaste poche tracce: un'iscrizione del 1561 sull'architrave

della porta d'una casa nella zona del duomo di San Vito e un registro di Sante Messe del 1605. D'altro canto, prove indirette dell'utilizzo pubblico della lingua slava sono rinvenibili nelle diverse richieste dei vescovi della zona perch nelle chiese fiumane si utilizzasse la liturgia in latino al posto di quella illirica, o - viceversa - la richiesta dei sacerdoti locali perch se ne permettesse l'uso[9]. L'imperatrice d'Austria Maria Teresa la cedette al Regno d'Ungheria nel 1776, dapprima inserendola nell'ambito amministrativo della Croazia, ma nel 1779 - a fronte delle incessanti ed energiche proteste dei Fiumani - l'annett direttamente al Regno d'Ungheria come Corpus separatum. Costituita come porto franco nel 1719, pass a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo da mano austriaca a mano francese, di nuovo austriaca e quindi di nuovo ungherese. Durante la rivoluzione ungherese del 1848 la citt venne occupata militarmente dai croati fedeli agli

Asburgo, che la tennero per quasi vent'anni reclamandone l'annessione al Regno di Croazianell'ambito dell'Impero: fu invece restituita alla corona ungherese - ancora come Corpus Separatum - per la terza e ultima volta nel 1867. Sotto il governo ungherese la citt prosper in un clima di delicato equilibrio e di tensioni mai sopite, principalmente tra gli italiani e i croati: simbolo della lotta nazionale fra le due componenti fu l'incendio del ginnasio croato cittadino del 12 luglio 1867. Anche nei decenni successivi si assistette a episodi di violenza di carattere nazionale, come i tumulti causati da un gruppo di aderenti al movimento panslavista dei Sokol che di ritorno dal loro congresso a Zagabria per esser imbarcati verso la Dalmazia (5 settembre 1906) assalirono al grido di "Viva Fiume croata!" diversi luoghi pubblici di ritrovo locali come "Il caff d'Europa" in pieno centro[4] e le propriet dei cittadini del Regno d'Italia residenti a Fiume. I disordini si susseguirono per pi giorni[5], sollevando un'ondata d'indignazione in Italia, proteste diplomatiche e una campagna di stampa nella quale i giornali italiani adombrarono l'ipotesi di un complotto ungaro-croato. Gli ungheresi favorirono l'elemento italiano per contrapporlo alle continue rivendicazioni croate sul possesso della citt, allo scopo di garantire la sovranit ungherese sul principale porto del regno. Purtuttavia anche quello che venne chiamato idilliofra ungheresi e italiani s'incrin

fortemente a seguito del tentativo d'imposizione in citt dell'ordinamento scolastico ungherese (1898), che gli italiani videro come un attentato alla tradizionale autonomia cittadina e alla propria identit nazionale: fu in quegli anni che a Fiume sorsero le prime organizzazioni irredentistiche italiane, sostenute anche dai 10-11.000 istriani italiani risiedenti nel grande emporio quarnerino[6]. Il notevole sviluppo portuale, l'espansione generale dei commerci internazionali, il collegamento della citt (1873) alle ferrovie austriache e ungheresi, contribuirono alla rapida crescita demografica: dai 21.000 abitanti del 1880 agli oltre 50.000 dell'immediato periodo anteguerra. Al censimento del 1910 - l'ultimo svoltosi sotto la sovranit ungherese - a Fiume risultarono residenti 49.806 abitanti, dei quali 24.212 italofoni (48,61%) e 12.926 croatofoni (25,95%). Il resto degli abitanti era diviso fra diverse componenti linguistiche: grande era la presenza fra i censiti di abitanti non pertinenti al Regno d'Ungheria (oltre 16.000), fra i quali un notevole gruppo di italiani del Regno d'Italia[7]. Giovanni Stulfa (bisnonno) Fiume 1875-1925 Padre di Arturo ed Eugenio. Lavorava per il silurificio.

L'invenzione del siluro Il primo primitivo siluro fu inventato dal fiumano Giovanni Luppis attorno al 1860 e fu quindi perfezionato, sempre a Fiume, dal britannico Robert Whitehead, che subentr a Luppis nello sviluppo dell'arma. Fu sempre a Fiume che Whitehead apr la Whitehead & Co., che produsse ed esport la nuova rivoluzionaria arma presso le marine militari di tutto il mondo. Anna Stulfa Slovacchia 1876-1920 (Illinois) Giovanni Stulfa (bisnonno)

Fiume 1875-1925, Padre di Arturo, Anna ed Eugenio. Tappezziere L'invenzione del siluro Max Caleari, fratello del famoso fotografo di Fiume, padre di Guerrina, marito di Palmira Colan, nonno di Claudio Stulfa, mio padre, invent lo stabilizzatore del siluro. Il primo primitivo siluro fu inventato dal fiumano Giovanni Luppis attorno al 1860 e fu quindi perfezionato, sempre a Fiume, dal britannico Robert Whitehead, che subentr a Luppis nello sviluppo dell'arma. Fu sempre a Fiume che Whitehead apr la Whitehead & Co., che produsse ed esport la nuova rivoluzionaria arma presso le marine

militari di tutto il mondo. Arturo Stulfa Fiume 1910? frat.di Eugenio,Sotto ten.Vascello http://www.stulfa.it/stulfa%20nel%20mond o/Stulfa%20nel%20mondo/index.html

La prima guerra mondiale e la questione di Fiume Lo stesso argomento in dettaglio: Impresa di Fiume. La sconfitta dell'Impero austro-ungarico nella prima guerra mondiale e la sua conseguente disintegrazione portarono alla costituzione di due amministrazioni rivali (italiana e croata), l'una favorevole all'unione all'Italia e l'altra alla nascente Jugoslavia. Il Patto di Londra, stipulato fra l'Italia e le potenze dell'Intesa non prevedeva l'assegnazione della citt all'Italia, in quanto Fiume sarebbe dovuto rimanere l'unico porto in mano all'Impero austroungarico, del quale, nel 1915, non si poteva prevedere la dissoluzione. Difatti fino al 1921 il nuovo Stato ungherese continu a considerare la citt come parte dell'Ungheria, come

enclave, seppur non la potesse controllare direttamente. Gi nell'ottobre 1918 a Fiume si era costituito un Consiglio nazionale di cui fu nominato presidente Antonio Grossich, che il 30 ottobre proclam l'annessione al Regno d'Italia.[10] Ad aprile del 1919 Giovanni Host-Venturi cominci a creare una Legione fiumana costituita da "volontari per difendere la citt dal contingente francese di occupazione", ritenuto filoiugoslavo.[11] La maggioranza della popolazione del "corpus separatum" (costituito dalla citt e un piccolo territorio circostante) era di lingua italiana[12]; gli iugoslavi la ritenevano per propria replicando che l'area rurale circostante Fiume fosse compattamente slava e che pure l'origine di molti fiumani fosse croata e che l'italianit di Fiume fosse semplicemente il frutto della egemonia culturale ed economica degli Italiani. Il confine del "corpus separatum" verso est era delimitato dalla Fiumara (detta anche fiume Eneo, la cui foce era l'antico porto cittadino): il sobborgo adiacente, immediatamente oltre il ponte (Suak, in italiano Sussak, oggi quartiere cittadino) era inoltre a netta maggioranza croata. Nel frattempo in Italia la questione di Fiume ebbe molta risonanza e si svilupp, specie fra i

reduci, un forte movimento annessionista che considerava la "vittoria mutilata" qualora non si fosse ottenuta l'annessione della citt e di altri territori anche non previsti dagli accordi di Londra. Da un punto di vista diplomatico la vicenda diventava complessa anche perch gli Stati Uniti (sulla scorta dei 14 punti del presidente Wilson) erano favorevoli a definire frontiere etnicamente equilibrate tra le nuove nazioni e perch la "linea Wilson" tra Italia e Jugoslavia non comprendeva Fiume n la Dalmazia settentrionale n la parte orientale dell'Istria, la cui annessione all'Italia era prevista dal patto di Londra. Dal punto di vista militare, dopo una breve occupazione serba arrivarono in citt delle truppe italiane, parti di una forza internazionale anglo-franco-statunitense che occup la citt a novembre del 1918). Le truppe italiane rimasero in citt come parte di tale forza d'occupazione, mantenendo per di fatto una totale libert d'azione. A luglio del 1919 si registrarono dei gravi scontri fra militari italiani e francesi che coinvolsero anche la popolazione locale: nove soldati francesi vennero uccisi. la successiva inchiesta di una commissione internazionale propose delle misure draconiane, che vennero presto messe

in atto: scioglimento del Consiglio Nazionale Italiano, costituzione di una polizia locale sotto il comando di un ufficiale inglese, destituzione del generale Grazioli dal comando. In tali frangenti sorse nell'ala irredentista dei fiumani, capeggiata da Host-Venturi, l'idea di chiedere al poeta Gabriele D'Annunzio - principale propugnatore dell'annessione di Fiume all'Italia e da anni instancabile irredentista - di occupare la citt manu militari.

Reggenza italiana del Carnaro Proclamazione della Reggenza italiana del Carnaro Fiume accoglie D'Annunzio Lo stesso argomento in dettaglio: Reggenza Italiana del Carnaro. I negoziati sul futuro di Fiume che si svolgevano a Parigi e che vedevano la fortissima contrapposizione fra le richieste annessionistiche italiane e jugoslave si interruppero bruscamente quando, il 12 settembre 1919, una forza volontaria irregolare di nazionalisti ed excombattenti italiani composta da circa 2.500 legionari, guidata da Gabriele D'Annunzio e partita da Ronchi di Monfalcone (ora Ronchi dei Legionari in ricordo dell'impresa di Fiume), occup la citt chiedendone l'annessione all'Italia. Ai costanti rifiuti del governo italiano D'Annunzio si risolse a proclamare la Reggenza Italiana del Carnaro. Le valutazioni storiografiche sull'impresa fiumana differirono radicalmente nel tempo. Da un lato la si ritenne tradizionalmente una sorta

di prova generale per la successiva Marcia su Romafascista, mettendo in luce i tratti di continuit fra l'arditismo fiumano e lo squadrismo fascista e le connessioni ideologiche fra D'Annunzio e Mussolini. In anni pi recenti sono stati invece messi in luce anche gli aspetti anarco-libertari della Reggenza, la cui costituzione - approntata dal socialista rivoluzionario Alceste De Ambris (legionario fiumano con D'Annunzio) e chiamata Carta del Carnaro - present dei tratti particolarmente innovativi e avanzati per l'epoca, come la definizione dello Stato dannunziano come democrazia diretta che prevedeva il decentramento dei poteri, la parit dei diritti senza distinzione di sesso, razza, lingua, classe o religione, il diritto al lavoro correttamente retribuito, la pensione di vecchiaia per tutti, l'habeas corpus, il risarcimento dei danni per abuso di potere, il suffragio universale, l'istruzione gratuita, la libert d'espressione e di stampa, il riconoscimento del divorzio e l'abolizione dell'esercito in tempo di pace[13]. Lo stesso Lenin sostenne la Reggenza dannunziana, e come rifer Nicola Bombacci, contestando l'inattivit dei socialisti italiani defin polemicamente D'Annunzio come l'unica persona in grado di portare avanti la rivoluzione in Italia.[14] L'appoggio leninista venne ricambiato: la Reggenza del Carnaro fu infatti il primo regime al mondo a riconoscere l'Unione Sovietica. Bisogna anche ricordare che il mercantile Persia con 1.300 tonnellate di armamenti da portare ai controrivoluzionari russi fu abbordato dal capitano Giulietti e dagli uscocchi di D'Annunzio e fu dirottato a Fiume, accolto dal D'Annunzio stesso con tutti gli onori.

Reggenza del Carnaro

Il Trattato di Rapallo e la costituzione dello Stato libero di Fiume Lo stesso argomento in dettaglio: Trattato di Rapallo (1920), Stato libero di Fiume e Natale di sangue. Carlo Sforza A Fiume ci si trasferiva dall'Italia anche per godere di libert e diritti che non erano concessi all'interno dei confini del Regno, come, ad esempio, la possibilit di divorziare.[15] Tuttavia il Governo italiano non permetteva di ottenere nuovamente la cittadinanza italiana a chi vi avesse rinunciato al fine di conseguire il divorzio all'estero (allora non previsto dalle leggi italiane), e tra questi numerosi erano gli italiani che avevano acquistato la cittadinanza fiumana, a discapito di quella italiana, proprio a tal fine.[15] Anche il premio Nobel Guglielmo Marconi e la sua prima moglie, l'irlandese Beatrice O'Brien, divorziarono il 12 febbraio 1924 nella citt libera di Fiume. Solo nel 1924, con la definitiva annessione, tutti i fiumani giunti dall'Italia riacquisirono la cittadinanza italiana.[15] Con l'insediamento al governo di Giovanni Giolitti (15 aprile 1920), il Ministero degli Esteri italiano fu affidato a Carlo Sforza. Diplomatico di carriera, Sforza si adoper affinch i rapporti tra l'Italia e il governo jugoslavo, nonostante l'iniziativa dannunziana, si avviassero verso la normalizzazione. I due

governi, infatti, decisero di incontrarsi in territorio italiano, a partire dal 7 novembre 1920, a Villa Spinola (oggi conosciuta anche come Villa del trattato), presso Rapallo. Le trattative durarono pochi giorni e il 12 novembre 1920, con la sottoscrizione del trattato di Rapallo, l'Italia e il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni riconobbero consensualmente Fiume come stato libero e indipendente e stabilirono i propri confini (fissati allo spartiacque delle Alpi Giulie, con la contestuale rinuncia da parte dell'Italia della parte della Dalmazia occupata con il Patto di Londra, salvo Zara e l'isola di Lagosta). In base all'art. IV del Trattato lo Stato libero di Fiume aveva per territorio il cosiddetto "Corpus separatum", "delimitato dai confini della citt e del distretto di Fiume", e una striscia costiera che le avrebbe garantito la continuit territoriale con il Regno d'Italia. Le parti si accordarono, inoltre, per la costituzione di un Consorzio italo-slavo-fiumano per la gestione del porto della citt adriatica, a tutela del suo sviluppo in collegamento con l'entroterra. La citt di Fiume acquisiva, quindi, uno statusinternazionale simile a un Principato di Monaco sul Mare Adriatico[16]. D'Annunzio per neg validit al trattato di Rapallo e rifiut di lasciare la Reggenza: seguendo il proprio tratto retorico e reboante emise un proclama nel quale afferm di ritenere Fiume in guerra con l'Italia, dando ordine di distruggere tutti i ponti sulla Fiumara e di approntare una serie di capisaldi lungo il perimetro cittadino, oltre a diverse barricate in alcuni punti della citt. Fiume fu completamente circondata dal Regio Esercito e il mattino della vigilia di Natale fu sferrato l'attacco, che comprese anche un cannoneggiamento dal mare e provoc una cinquantina di vittime (Natale 1920) e l'allontanamento dei legionari (Natale di sangue).

Nel gennaio 1921 nella citt venne costituito un governo provvisorio che aveva il compito di preparare la costituzione dello Stato libero, e il 24 aprile 1921 si svolsero le prime elezioni parlamentari, alle quali parteciparono gli autonomisti e i Blocchi Nazionali pro-italiani. Il Movimento Autonomista ricevette 6.558 voti e i Blocchi Nazionali (Partito Nazionale Fascista, Partito Liberale e Partito Democratico) 3.443. Presidente divenne il capo del Movimento Autonomista, Riccardo Zanella. La larga vittoria autonomista lasci disorientati i nazionalisti, che reagirono provocando una serie di disordini di piazza che resero estremamente difficoltosa l'azione politica del nuovo governo: il 3 marzo 1922 i nazionalisti (riuniti in un'organizzazione definitasi "Comitato di Difesa Cittadino") si impadronirono del potere con un colpo di stato. Zanella e i suoi partirono per l'esilio, ricostituendo una sorta di "governo all'estero" con sede a Porto Re (Kraljevica), in territorio jugoslavo. Questa scelta diede agio ai nazionalisti di fomentare ancor di pi le accuse ai zanelliani - gi sorte nel periodo precedente e ampiamente sfruttate per motivi propagandistici - di connivenza con i croati e di tradimento dello spirito italiano della citt.

Fiume italiana Lo stesso argomento in dettaglio: Provincia di Fiume. Lo scopo dei nazionalisti filoitaliani rimaneva sempre lo stesso: annettere Fiume al Regno d'Italia. A seguito della cacciata di Zanella e del suo governo, vennero pertanto presentate diverse richieste d'intervento italiano, ritenute necessarie per mantenere l'ordine in citt e garantire la sopravvivenza stessa del porto. Alla fine il governo italiano colse la palla al balzo e decise di inviare

a Fiume il generale Gaetano Giardino, che dal 17 settembre 1923 divenne governatore militare con il compito di tutelare l'ordine pubblico. Lo stato di fatto rese inapplicabile il trattato di Rapallo, di conseguenza italiani e jugoslavi intrapresero un'ulteriore trattativa sulle sorti di Fiume. Col Trattato di Roma, siglato il 27 gennaio 1924 veniva quindi sancita l'annessione di Fiume all'Italia e il 16 marzo il re Vittorio Emanuele III giungeva nella citt. In base al trattato la citt veniva assegnata all'Italia, mentre il piccolo entroterra con alcune periferie (Porto Baross, incluso nella localit di Sussak e le acque del fiume Eneo, cio l'intero alveo e il delta), venivano ceduti alla Jugoslavia; il governo dello Stato libero di Fiume consider tale atto giuridicamente inaccettabile continuando a operare in esilio da Porto Re. Gli accordi raggiunti vennero regolati con alcune clausole da una Commissione mista per l'applicazione del trattato; tali clausole vennero ratificate dalla Convenzione di Nettuno il 20 luglio 1925.[17] Dopo l'annessione

al Regno d'Italia, Fiume divenne capoluogo di provincia.[18] Dal 1930 la denominazione venne cambiata in Provincia di Fiume/Provincia del Carnaro (FM). In quegli anni ripresero i traffici portuali, che fecero divenire lo scalo primario nell'Adriatico. Negli anni trenta si svilupp il settore industriale, grazie ai contributi dell'IRI. Durante la seconda guerra mondiale fu sede di un importante silurificio, che forniva la met dell'intera produzione italiana di siluri. A seguito dell'aggressione delle forze dell'Asse alla Jugoslavia (6 aprile 1941), il paese collass venendo occupato militarmente e in seguito smembrato: la Provincia di Fiume fu notevolmente allargata (Trattato di Roma (1941), includendo l'area della Kupae le isole di Veglia e Arbe. Dopo l'armistizio di Cassibile, Fiume fu occupata dai tedeschi e inserita nella Zona d'operazioni del Litorale adriatico: formalmente sotto la giurisdizione della RSI, il potere reale rimase sempre saldamente nelle mani dei tedeschi, a

capo di un'amministrazione creata ad hoc con alla testa il Gauleiter Friedrich Rainer, che si avvalse della collaborazione di una serie di funzionari italiani. La provincia di Fiume durante l'occupazione italiana della Jugoslavia Il monumento al leone di San Marco

sulla Riva di Fiume negli anni '30 A destra dellorologio, nella soffitta, nel 1936 nacque Egidio : la nonna Rina infatti era commessa e ospite dellebreo Curatolo, proprietario della stabile e del negozio di giocattoli sottostante. (Via De Domini, 1 STEINER Elsa fu Michele e fu Giovanna Fleischacher, nata a Fiume il 7.05.1914, studentessa, poi coniugata Curatolo e dopo la guerra residente a Genova. Ervino fu Michele e fu Giovanna Fleischacher, nato a Zagabria (YU) il 20.10.1918, fratello di Elsa, studente. Emigrato in Palestina, risiede in Kibbutz in Israele. La madre Giovanna Fleischacher deceduta a Fiume ed sepolta nel Cimitero

Israelitico di Cosala (Tomba n. 253). A San Vito venne battezzat Stulfa Egidio https://it.wikipedia.org/wiki/ Esodo_giuliano_dalmata Anna, Eugenio, Claudio, Rina, Grazia, Egidio Arturo, Marina, Rina, Anna, Eugenio

L'annessione alla Jugoslavia L'epilogo della seconda guerra mondiale vide ancora una volta il destino della citt determinato da una combinazione di forza e diplomazia. Le truppe jugoslave avanzarono ai primi di maggio del 1945 fino a Trieste, Fiume fu presa il 3 maggio, ma la cessione alla Jugoslavia fu formalizzata solo nel Trattato di Pace di Parigi dalle forze alleate il 10 febbraio 1947. Dal primo giorno dell'occupazione Fiume fu sottoposta a un regime di governo militare che si protrasse per quasi due anni. In questo periodo avvenne una serie di epurazioni e di omicidi mirati a eliminare non solo le persone compromesse col fascismo e con gli occupatori tedeschi, ma anche ogni possibile oppositore al progetto di annessione della citt alla Jugoslavia, nonch all'instaurazione di un regime marxista ispirato apertamente all'URSS di Stalin. Vennero perci uccisi sia alcuni dei vecchi podest fascisti (Riccardo Gigante, Carlo Colussi, Gino Sirola) sia i capi del vecchio movimento autonomista fiumano (Nevio Skull, Mario Blasich, Giuseppe Sincich e altri), che per quanto in alcuni casi notoriamente antifascisti vennero apertamente accusati dai comunisti jugoslavi di filofascismo, attendismo e attivit antipopolari. Fra gli

uccisi dagli jugoslavi - all'incirca seicento[19] - vi furono anche l'ebreo antifascista reduce da Dachau Angelo Adam, membro del CLN fiumano e trucidato con la moglie e la figlia diciassettenne, l'altro membro del CLN Matteo Blasich - che secondo gli jugoslavi si sarebbe ucciso nella soffitta di una palazzina sede dell'OZNA (la polizia segreta comunista jugoslava) per sottrarsi a un arresto per furto - come pure il dirigente comunista fiumano Rodolfo Moncilli, ucciso dall'OZNA nell'ambito del tentativo del Partito Comunista Croato di annientare il Partito Comunista Fiumano[20]. La grande maggioranza della popolazione italiana esod dalla citt fra il maggio del 1945 e il 1948. Alla fine degli anni quaranta Fiume venne ripopolata massicciamente con abitanti provenienti dalle pi disparate regioni della nuova Jugoslavia di Tito. Il primo decennio del dopoguerra fu molto difficile: le distruzioni operate dai tedeschi si accompagnarono alla sparizione dell'imprenditoria e del commercio privato, attivit in massima parte in mano agli italiani ed espropriate seguendo i principi del marxismo. Nello stesso tempo, si susseguirono continui processi epurativi fra le maestranze e gli uffici pubblici, decisi per i pi disparati motivi allo scopo di rafforzare il potere del nuovo regime ma aventi l'effetto di distruggere completamente le basi economiche e quindi la possibilit di permanenza della popolazione italiana, con un'oggettiva valenza denazionalizzatrice[21]. Tutto ci caus un blocco quasi totale delle attivit, cui si cerc di ovviare anche col trasferimento a Fiume di gruppi di operai specializzati italiani di Monfalcone, attratti dal progetto di edificazione di una societ ispirata ai principi marxisti e fedeli al Partito Comunista Italiano e all'Unione Sovietica di Stalin. I "monfalconesi", ideologicamente vicini a Stalin, furono per perseguitati dall'apparato jugoslavo dopo la rottura politica Tito/Stalin del 1948

: diversi furono deportati nell'isola-gulag jugoslava di Goli Otok, molti rientrarono pi o meno clandestinamente in Italia o fuggirono in altri stati del blocco sovietico o anche - in misura minore - in altre regioni della Jugoslavia. Nella fase pi acuta della questione triestina, nel corso di manifestazioni di piazza a seguito di un comizio antiitaliano vennero prese d'assalto e distrutte da una folla inferocita tutte le insegne in lingua italiana dei negozi, delle scuole, delle insegne, delle vie cittadine (9-10 ottobre 1953): fu la fine del plurisecolare uso pubblico della lingua italiana nella citt di Fiume[22]. All'inizio degli anni sessanta la citt ritrov lo slancio economico, seguendo le sorti del porto, il maggiore scalo jugoslavo. Fiume nella nuova Croazia indipendente Nel giugno 1991, in seguito alla disgregazione della Jugoslavia, Fiume entr a far parte della nuova Croazia indipendente. La citt dovette sopportare nuovamente le difficili condizioni

derivanti da una guerra, e immancabilmente il porto ne sub i peggiori contraccolpi: i traffici - gi colpiti dalla crisi economico/finanziaria dell'ultima Jugoslavia - subirono un ulteriore tracollo; per anni Fiume si resse con le provvidenze statali, con il commercio e con la residua industria. La favorevolissima posizione geografica per, nel momento in cui le condizioni politiche interne e internazionali resero la situazione pi tranquilla, permise a Fiume di riprendere in pochi anni il suo ruolo di porto principale della Croazia. La costruzione dell'autostrada Fiume-Zagabria e i vari progetti di sviluppo intrapresi dalla giovane Repubblica di Croazia dimostrano una volta in pi l'importanza strategica di Fiume nel contesto dell'intero bacino dell'Adriatico.

Etnie e minoranze straniere In base al censimento del 2001, la maggioranza della popolazione si dichiarata croata per l'80,39%. L'1,92% (2.763 persone) della popolazione si dichiarata di nazionalit italiana, sebbene gli iscritti alla locale comunit italiana siano oltre 7.000. I serbi rappresentano il 6,21% dei residenti. L'1,46% si dichiarato "altro", mentre gli indecisi sono il 5,05%. Altri gruppi nazionali rilevanti sono i bosniaci (1,37%) e gli sloveni (1,09%). Gli altri gruppi etnici sono presenti in numero meno rilevante[24]. Secondo il cansimento del 2011[25], la citt aveva una popolazione di 128.624 abitanti, di cui:

Croati: 106.136 (82,52%) Serbi: 8.446 (6,57%) Bosniaci: 2.650 (2,06%) Italiani: 2.445 (1,90%) Sloveni: 1.090 (0,85%) Altri gruppi: 7.857 (3,10%) Gli italiani Teatro Nazionale Croato HNK Ivan pl.Zajc, sede anche del Dramma Italiano Gi maggioranza in citt, la popolazione italiana di Fiume scelse in gran parte la via dell'esodo, sparpagliandosi in tutta l'Italia (soprattutto a Trieste, Venezia, Ancona, Roma, Genova) e oltre oceano (Australia, Canada, Argentina, Brasile, Uruguay,USA). Tra le persone nate a Fiume, che si sono distinte grazie alle proprie capacit e talento, ricordiamo il linguista Giovanni Frau, il politico Leo Valiani, gli atleti Abdon Pamich (marciatore), Ezio Loik , Antonio Vojak, Rodolfo Volk, i fratelli Mario e Giovanni Varglien, Marcello Mihalic e Giovanni Udovicich (calciatori), Gianni Cucelli e Orlando Sirola (tennisti), la regista Luciana d'Asnasch Veschi, la scrittrice Marisa Madieri, il poeta Valentino Zeichen, il giurista Danilo Zolo, lo scrittore e storico Amleto Ballarini, i narratori Osvaldo Ramous e Diego Zandel (nato in un campo profughi da genitori fiumani), lo scrittore e politico Sergio Travaglia.

A cavallo tra il 1946 e il 1948 Fiume fu la citt maggiormente interessata dall'arrivo nella Jugoslavia di Tito di alcune migliaia di emigranti italiani, perlopi lavoratori dei cantieri navali di Monfalcone e Trieste, che vi si trasferirono principalmente per motivazioni ideali e politiche, contribuendo come operai specializzati e tecnici al rilancio del cantiere navale 3 maggio (3 Maj). Oggi la Comunit degli Italiani di Fiume (CI di Fiume) conta 7.360 iscritti e ha sede nell'antico Palazzo Modello (un edificio monumentale, che in origine era la sede del Circolo degli ufficiali della Marina austroungarica e poi sede della Regia marina), a qualche centinaio di metri dalla Torre Civica, uno dei simboli storici della citt. Secondo il censimento croato del 2011 gli italiani di Fiume erano 2.445, ossia l'1,9% della popolazione fiumana (128.624 abitanti), mentre 2.276 (1,77%) dichiaravano d'essere di madrelingua italiana[26]. Fra i fiumani italiani del secondo dopoguerra (autoctoni o arrivati in citt per motivi politico/ideali) sono da ricordare l'artista Romolo Venucci, l'artista e critica d'arte Erna Toncinich, gli scrittori Lucifero Martini e Giacomo Scotti. A Fiume ha sede pure la casa editrice EDIT proprietaria del quotidiano in lingua italiana La Voce del Popolo, del quindicinale Panorama, del periodico per ragazzi Arcobaleno (ex Il Pioniere) e della rivista culturale Battana. L'EDIT pubblica i libri di testo destinati alle scuole italiane di Croazia e Slovenia e libri (quasi esclusivamente scritti in lingua italiana o nelle versioni locali del dialetto veneto) di autori italiani residenti in Croazia e Slovenia. A Fiume esistono quattro scuole elementari (otto anni dell'obbligo) e una scuola media superiore italiane, rispettivamente la SEI Dolac, la SEI San Nicol (ex Mario Gennari), la SEI Gelsi, la SEI Belvedere e l'SMSI di Fiume (conosciuta da tutti in citt con il nome di "Liceo"). Alla SMSI gli alunni

possono scegliere quattro indirizzi di studio: ginnasio generale, ginnasio matematico-scientifico, indirizzo alberghiero-turistico (tutti corsi quadriennali) o scuola commerciale (corso triennale). Presso le scuole italiane le lezioni di tutte le materie, con l'eccezione della lingua croata, vengono svolte in lingua italiana. Nell'ambito dell'insegnamento della lingua inglese le traduzioni vengono fatte dall'inglese all'italiano e viceversa (la stessa prassi vale anche nel caso dell'insegnamento del francese, del tedesco e del latino). Nel 2003 papa Giovanni Paolo II durante la sua terza visita pastorale in Croazia (si tratt del suo centesimo viaggio all'estero), si ferm a Fiume. Durante la celebrazione della messa svoltasi nell'ampio piazzale del Delta (tra il Canale morto e la Fiumara (o Eneo)), il papa si rivolse in italiano alla comunit autoctona. PERSONAGGI FAMOSI DI FIUME Leo Valiani Ladislao Mittner Censimento Federale degli Stati

Uniti del 1920 Bill Stulfa Van Nuys California 1960 Marlene e Marion Stulfa Viventi, Germania Peter Stulfa Berlino, vivente padre di Julia e Maike, marito di Anna-Katrin Julia Stulfa Figlia di Peter e Anne-Katerin, sorella di

Maike Stulfa Maike Luebz -Pomerania-1983 Ingrid Stulfa Kletzmayrweg 4 4060 Leonding Tel.:0732 675959 Stulfa Anne

Steyr, Upper Austria Parente di Ingrid ? Roswitha Stulfa? Viventi? Prayus Stulfa Gember Indonesia, vivente https://www.facebook.com/profile.php?id= 100008708923138 Emily Stulfa was Arrested in Dallas County on 01/08/2018

Charges #1 ASSAULT FAMILY VIOLENCE OFFENSIVE CONTACT http://thepolicereporter.com/2018/01/08/e mily-stulfa/ Birthdate: 08/06/1998 Gli Stulfa sconosciuti

Elisabetha Stulfa Theresia Stulfa Joannes Michal Stulfa Isidorus Stulfa Theresi Csik (nata Stulfa)

Annam Carolinam Stulfa Franc Stulfa Terz Mirka (nata Stulfa) Joannes Michal Stulfa Magdalena Stulfa Francisco Stulfa Ann Stulfa (nata Jurishich) Michaele Stulfa Veronica Stulfa

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