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La Legge Regionale 10 del 31 marzo 2008 Umberto Bressan IReF - Parco delle Groane, 14 e 21 Novembre 2009 Riferimenti: [email protected], [email protected], Tel. uff. 0267658327, cell.347.5017150 La fauna minore o meglio la piccola fauna Accanto a uccelli e mammiferi vi un universo di fauna meno appariscente per dimensioni che popola gli ecosistemi indispensabile per lequilibrio biologico, spesso organismi fragili, sensibili alle variazioni climatiche e allinquinamento, da essere indicatori ecologici o specie focali, specie spesso minacciate di estinzione quindi da proteggere. Zerinthia polixena

Cervo volante Salamandra alpina Minacce Introduzione di specie esotiche Competizione diretta o indiretta Frammentazione o scomparsa degli habitat Particolarmente in pianura (boschi isolati, vaste aree ad agricoltura intensiva ed estensiva, scomparsa di paludi e zone umide, metapopolazioni ecc) Cambiamenti climatici Riscaldamento globale provoca la migrazione di specie verso nord, con arrivo di specie tropicali alloctone, estinzione di quelle locali Collezionismo

Specie quasi scomparse per eccessiva cattura (cervo volante, farfalle, coleotteri) Persecuzione Ignoranza (rettili, alcuni insetti, ecc) Misure di protezione Ripristino degli habitat Costruzione di reti ecologiche Sottopassi per migrazione Tutela habitat particolari Tutela delle specie Gestione sp. Alloctone Reintroduzioni Dalla Dir. Habitat poich un numero crescente di specie selvatiche gravemente minacciato necessario adottare misure a livello comunitario per la loro conservazione

necessarie al mantenimento o al ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e/o delle popolazioni delle specie con particolare riferimento a quelle prioritarie. Dalla Convenzione di Rio sulla Biodiversit: Obiettivi: la conservazione della diversit biologica in situ -conservazione degli ecosistemi, degli habitat naturali, mantenimento e ricostituzione di popolazioni vitali di specie nelle loro zone

naturali ex situ - misure per il ricupero e la ricostituzione delle specie minacciate mediante anche programmi di reintroduzione di dette specie nei loro habitat naturali. D.G.R. 20 aprile 2001 n. 7/4345 Programma Regionale per gli Interventi di Conservazione e Gestione della Fauna Selvatica nelle Aree Protette e Protocollo di Attivit per gli Interventi di Reintroduzione di Specie Faunistiche nelle Aree Protette della Regione Lombardia strumento attuativo delle direttive e applicativo per programmi di conservazione e reintroduzione D.G.R. 20 aprile 2001 n. 7/4345 strumento di indirizzo e coordinamento riferimento obbligatorio per Enti gestori

aree protette importanza della componente faunistica per la pianificazione, gestione e valorizzazione degli aspetti naturalistici dei parchi regionali e naturali - circolare del 26.08.2004 D.G.R. 20 aprile 2001 n. 7/4345 Fauna vertebrata delle aree protette (379 specie) Specie prioritarie di fauna vertebrata Fauna invertebrata: comunit o gruppi di specie sensibili o caratterizzanti ambienti minacciati Fauna invertebrata: elenco preliminare di specie prioritarie (38

specie) Specie alloctone di fauna e relative indicazioni sulle strategie dintervento (44 specie) D.G.R. 20 aprile 2001 n. 7/4345 per ogni specie: ID, Classe, Ordine, Codice, Nome della specie, Fenologia, Priorit, IUCN, Normative Internazionali, Nazionali, Regionali, Habitat, Strategie di conservazione, Tipologia di intervento

D.G.R. 20 aprile 2001 n. 7/4345 La priorit di conservazione e di intervento il principale obiettivo di questo programma. Indice di priorit: 1 14 Emergenze: 9 - 14 Priorit Complessiva derivante da un livello di priorit generale e da un livello di priorit regionale D.G.R. 20 aprile 2001 n. 7/4345 Priorit generale: Rarit generale (liste rosse ecc.) Corologia (distribuzione geografica delle specie). Fragilit (vulnerabilit alle perturbazioni ambientali) Consistenza del popolamento regionale Selettivit ambientale Criticit (importanza del territorio regionale rispetto alla distribuzione in Italia) Status di minaccia (IUCN ) EX, CR, EN, VU, LR, DD

Protocollo di attivit per gli interventi di reintroduzione Perch reintrodurre fauna estinta Reintroduzione, Ripopolamento, Restocking, Introduzione Definizione (INFS): immissioni di animali in unarea ove la specie di appartenenza era da considerarsi autoctona sino alla scomparsa Perch le specie scompaiono Fattibilit degli interventi Reperimento degli animali Costi economici e sociali Costi biologici Progettazione Cosa prevede il Programma es. Rana di Lataste Reintroduzione, Re-stocking, Controllo dellimpatto predatorio,

Miglioramento della qualit delle acque, Rimboschimenti, Monitoraggio dello status delle popolazioni, Monitoraggio dellhabitat ,Monitoraggio della qualit chimica e biologica delle acque,

Educazione ambientale e divulgazione in ambito locale, Educazione ambientale e divulgazione a largo raggio Interventi realizzati: habitat management Parco Specie target Interventi Monte Barro S. salamandra

ripristino siti riproduttivi Orobie Valt. R. temporaria idem Colli di Bg. Bombina variegata idem Adamello R. temporaria S. salamandra

idem Alto Garda R. Temporaria Hyla intermedia idem Interventi realizzati: reintroduzioni Parco Specie target Interventi Ticino Rana Lataste,

Pelobate Fosco Ripristino o creazione siti riproduttivi Agricolo Sud Milano idem Mincio idem Le stazioni sperimentali lart.9 della L.R. 86/83 Piano generale delle aree regionali protette: il censimento del patrimonio naturale; la conoscenza della dinamica delle popolazioni;

specie rare o minacciate; la realizzazione di esperimenti di reintroduzione; la facolt della Giunta Regionale di realizzare stazioni sperimentali locali Le stazioni sperimentali C.M. Val Cavallina: zona di particolare rilevanza naturale ; sede della maggiore stazione di riproduzione degli anfibi della specie Bufo bufo (rospo comune) studi sulla migrazione e la riproduzione degli stessi Le stazioni sperimentali Comune di Somaglia: ente gestore della R. N. Monticchie; attuatore del LIFE Natura Ardeidi e Anfibi: conservazione degli habitat nella

Riserva Naturale di Monticchie Finalit delle stazioni sperimentali Progetti, attivit per monitoraggio e salvataggio degli anfibi al fine di eliminare fenomeni di declino; corsi, seminari e incontri di studio; centro di documentazione specializzato per promuovere la pi ampia conoscenza delle specie; miglioramento ambientale (ripristino di zone umide, realizzazione di pozze x riproduzione); programmi di allevamento mirati a successive reintroduzioni di larve/girini previo accurato studio di fattibilit Progetto di Legge Regionale Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea

l.r. 31 Marzo 2008 N 10 Perch una nuova legge? Perch la L.R. 33/77 Provvedimenti in materia di tutela ambientale ed ecologica era da tempo obsoleta: Contenuto della 33/77: Tutela della fauna minore, dei luoghi di particolare interesse naturalistico, di alcune specie animali (Formica rufa, Bufo bufo, limitazioni al prelievo del genere Rana, Helix, del gambero fiume) del loro ambiente di vita, di alcune specie della flora spontanea. - non tiene conto delle normative UE; - presenta errori; - necessita di aggiornamenti per variazioni Normativi: - Dir. 92/43/CEE "Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche"Habitat lista piccola fauna, flora - habitat; - Programma regionale per gli interventi di

conservazione e gestione della fauna nelle aree protette D.G.R. 4345/2001 Errori: - gambero di fiume Astacus fluvialis Austropotamobius italicus e A. pallipes Variazioni tassonomiche: - le chiocciole del genere Helix sono ora suddivise in due generi Helix e Cantareus; (Helix cantareus Cantareus aspersus, Opzioni - Modificare la L.R. 33/77; - Scrivere una nuova legge. Modalit: consultazione di esperti tassonomisti - Zoologi della Societas Herpetologica Italica, Universit di Pavia, Museo di Storia Naturale

- Botanici del Centro Flora Autoctona, Universit dellInsubria e di Pavia Altri esperti: - Servizio Forestale del Parco Ticino, - Entomologi del Museo di Storia Naturale Presentazione pubblica e raccolta osservazioni: Enti Parco, Province, Ersaf, CFS, Ass. ambientaliste. Art. 1 - Finalit Richiami normativi: Berna, Habitat, Rio Campo di applicazione - Piccola fauna; - Flora e vegetazione spontanea. Dichiarazione di intenti: la R.L. salvaguarda la piccola fauna tutelandone le specie, le popolazioni e gli individui, proteggendone gli habitat, tutela la flora e la vegetazione spontanea con programmi di conservazione, mediante riduzione dei fattori di alterazione ambientale, promuove studi e ricerche, aggiorna gli allegati

A, B, C, D, E Allegati A: Comunit e specie di invertebrati da proteggere; B: Specie di anfibi e rettili da proteggere in modo rigoroso e specie di anfibi e di rettili autoctoni protetti; C: Specie di flora spontanea protette in modo rigoroso e con raccolta regolamentata D: Lista nera delle specie alloctone animali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione E: Lista nera delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione. Art. 2 Definizioni - piccola fauna= linsieme di tutte le specie animali autoctone della Lombardia con lesclusione dei vertebrati omeotermi e dei pesci flora spontanea=

linsieme delle specie vegetali autoctone (Angiosperme, Gimnosperme, Pteridofite, Briofite e Licheni) della Lombardia habitat, specie autoctona, specie alloctona, reintroduzione, introduzione restocking o rinforzo Art. 3 Conservazione degli invertebrati - Si vieta la cattura e la detenzione a qualsiasi fine, luccisione volontaria, il danneggiamento dei nidi, la distruzione degli stadi larvali, lalterazione dellhabitat delle comunit di invertebrati e delle specie di invertebrati (direttiva Habitat + interesse regionale) da approvare con DGR - Dal 1 marzo al 30 settembre vietata la cattura dei generi Helix e Cantareus - Nel restante periodo dellanno consentita la cattura di chiocciole dei generi Helix e Cantareus per una

Comunit di invertebrati della Lombardia da proteggere in modo rigoroso Sino agli anni 70 rinvenibili con una certa frequenza in acque lacustri, fiumi e canali a lento corso (es. Canale Villoresi, in cui si osservavano vistose colonie sui pilastri dei ponti Oggi sono quasi scomparsi Animali filtratori, si insediano su substrati duri (pietre, costruzioni sommerse, tronchi) rarefatti per: peggioramento della qualit biologica delle acque esecuzione di interventi di artificializzazione che hanno distutto

Spugne d'acqua dolce Efemerotteri stenoeci planiziali insetti acquaioli, con stadi preimmaginali (neanidi e ninfe) acquatici e due ulteriori stadi (preimmagine ed adulto) volatori ed a vita assai breve; organismi stenoeci, rinvenibili solo entro un limitato campo di variabilit dei principali parametri ambientali; per lo pi assai sensibili alla qualit biologica delle acque come bioindicatori. acque correnti e quantit di ossigeno disciolto costituiscono fattori limitanti Minacciati per: diffuso inquinamento

artificializzazione dei corsi d'acqua (in particolare famiglie Leptoflebiidae e Heptageniidae) molluschi delle sorgenti e acque sotterranee: bivalvi e gasteropodi di sorgenti o acque sotterranee le sorgenti di tutti i tipi ospitano un interessante quadro faunistico costituito da molluschi: (generi Pisidium, Belgrandiella, Bythiospeum, Sadleriana, Islamia, Bythinella, Marstoniopsis, ecc) E un popolamento di notevole interesse scientifico, con connessioni con l'ambiente ipogeo frequenti casi di endemismo ristretto all'ambito lombardo. Minacciati per: incuria, vandalismo, cessazione di manutenzione, captazione a scopo idropotabile, esecuzione di scavi nel sottosuolo Plecotteri planiziali

Importanti bioindicatori gli adulti volano, gli stadi giovanili (neanidi e ninfe) sono acquatici ed assai sensibili a parametri quali la temperatura dell'acqua, la quantit di ossigeno disciolto ecc. in via di estinzione in pianura per inquinamento o dell'artificializzazione dei corsi acqua. Anche diverse specie alpine sono in progressiva rarefazione Tricotteri stenoeci Adulti simili alle farfalle larve e le pupe conducono vita acquatica ottimi bioindicatori ambientali presenti in quasi tutti gli ambienti d'acqua dolce, stagnante o corrente. le specie pi stenoecie (ad esempio

quelle della famiglia Beraeidae) Minacciati per distruzione degli ambienti inquinamento ed artificializzazione. Invertebrati troglobi Di grotte e alle cavit sotterranee I gruppi di invertebrati: Molluschi, insetti ( specialmente coleotteri), crostacei amfipodi ed isopodi (generi Nyphargus, Synurella, Proasellus, Monolistra ecc.) ragni opilionidi, pseudoscoprioni, diplopodi

Invertebrati dei prati secchi, di brughiera e delle oasi xerotermiche In tali ambienti per laumento dellaridit il numero di invertebrati spesso non elevato si tratta di specie di notevole interesse per: elevatissima specializzazione distribuzione localizzata e discontinua La spiccata aridit determina isole ecologiche: oasi xerotermiche dei versanti a sud (es della Valtellina) In Brughiera (Calluna vulgaris) rarissima specie Myrmecoris gracilis in ambienti xerotermici Scolopostethus cognatus e Rhiparocromus pineti, (legati alle ericacee) pentatomidi (genere Ventocoris) l'ortottero Saga pedo

Insetti saproxilofagi degli alberi cavi In Lombardia scarseggiano boschi maturi un numero elevato di invertebrati necessita di bosco maturo, con alberi vetusti e grandi, con cavit fondamentale la presenza di legno morto, (alberi schiantati, con i tronchi parzialmente umidi e marcescenti) presenza di sottobosco e umidit specie arboree quali i faggi o le querce sono certamente assai comuni in Lombardia non altrettanto si pu dire di molti insetti che di esse necessitano per sopravvivere, quali i coleotteri cerambicidi Cerambix cerdo o Rosalia alpina. Fauna lombarda allegato II

alcuni Invertebrati Osmoderma eremita* Oxygastra curtisii Rosalia alpina * Lycaena dispar Invertebrati di interesse regionale Platyla microspira Minuscolo gasteropode (conchiglia alta 2mm e larga 0,5mm) legata alle sorgenti, nei cui pressi si rinviene, ma si tratta di una specie terricola, che frequenta microambienti freschi ed umidi, tanto in prato che in bosco, prediligendo habitat caratterizzati da muschi e zolle erbose che si sviluppano su pietre, muretti ecc. Fino agli anni '80 era segnalata in due contesti assai

differenti e reciprocamente distanti circa 1000Km: le Prealpi lombarde (in particolare della provincia di Bergamo, dove la specie fu scoperta e descritta per la prima volta sul finire dell'800) e la Transilvania. Sembra che la specie sia presente in alcune stazioni in Lombardia (Prealpi bergamasche e bresciane). E possibile P.microspira sia una specie endemica lombarda. Dolomedes plantarius Grosso ragno la cui femmina raggiunge la ragguardevole lunghezza di 2,5cm. Si tratta di una specie igrofila, propria delle acque lentiche o debolmente correnti, ricche di vegetazione. Preda invertebrati acquatici e piccoli vertebrati (quali larve di anuri ed avannotti di pesci) che caccia stando appoggiato con le quattro zampe anteriori al pelo dellacqua e tenendosi ancorato alla riva con gli arti rimanenti.

Dolomedes plantarius specie localizzata. E diffusa in Europa centrale e in aree dellItalia settentrionale, tra cui la Lombardia; la corologia di questa specie non ben definita, in quanto in passato stata spesso confusa con altre specie. Vulnerabile secondo la lista rossa della IUCN. Elencato tra gli invertebrati necessitanti protezione speciale in Europa Il ragno palombaro (Argyroneta aquatica) vive sott'acqua crea la sua tela subacquea a forma di campana e la fissa ad una pianta. Poi, utilizzando i peli dell'addome, trasporta dalla superficie delle piccole quantit di aria che poi rilascia nella tela in modo da crearsi una tana dove vivere. Non sono necessari frequenti aggiunte di aria perch la struttura della tela permette uno scambio di gas con l'acqua circostante. Questa riserva d'aria gli permette di rimanere a lungo sott'acqua dove attende il passaggio delle sue prede Niphargus stygius

Crostaceo acquatico ben adattato alla vita ipogea, appartenente ad un genere diffuso nelle falde acquifere e nei fiumi sotterranei. Questi gamberetti sono dei detritivori selettivi che si nutrono di particelle organiche che raccolgono fra il limo del fondo delle pozze in cui vivono. Dimensioni reali: ca. 7-8 mm. Austropotamobius italicus colore da + chiaro a + scuro, carpopodite senza sperone leggermente ondulato solo

legato ad acque correnti quali piccoli corsi d'acqua montani e collinari, nonch ai tratti sorgivi dei fiumi maggiori. Talora colonizza laghi e raccolte d'acqua naturali o artificiali, anche di pianura, purch ricevano un costante apporto di acque fresche tutto l'anno. Gli esemplari adulti scavano tane tubulari nella sabbia o nel limo, ove dimorano di giorno o durante l'inverno. Gli individui giovanili conducono invece vita interstiziale, occupando per lo pi gli spazi fra i ciottoli del fondo. La specie intollerante nei confronti di qualunque forma d'inquinamento delle acque. inoltre relativamente stenoterma, in quanto non tollera temperature superiori a 25C ma sopporta invece valori prossimi a 0C. La concentrazione di ossigeno richiesta abbastanza elevata, variabile dal 60 al 130% del valore di saturazione. Carabus clathratus

Coleottero della famiglia dei Carabidi, di ambienti palustri distribuzione appenninica. Poco comune, presente solo in poche stazioni in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia, Toscana, Lazio e fra queste in molte probabilmente sar ormai scomparsa a causa delle mutate condizioni ambientali dopo le bonifiche e la massiccia antropizzazione; inoltre in alcune zone a rischio di estinzione a causa dell'inquinamento Cetonischena aeruginosa Cetonischema aeruginosa Coleotteri Lunghi fin oltre a 28 mm di un verde smeraldo lucente con riflessi rossi Gli adulti sorgono dai bozzoli in primavera, quindi si accoppiano e depongono le uova

, che schiudono in poche settimane. Quindi vivono fino alla primavera successiva, svernando nel terreno e nutrendosi fino ad autunno inoltrato coi fichi caduti sul terreno. Ai primi caldi tornano a volare, andando spesso a nutrirsi sui medesimi fiori dei propri discendenti. Maculinea alcon apertura alare di circa 3cm; la colorazione della pagina superiore delle ali azzurro violacea nel maschio e pi scura nella femmina; il lato inferiore delle ali grigio-bruno con molte macchie nere. L'habitat prati permanenti naturali o semi-naturali, di regola prati magri anche con copertura erbacea discontinua; si rinviene anche in prati umidi. il suo habitat naturale... In Italia vive solo in alcune stazioni dell'arco alpino ed appenninico, tra i 500 ed i 1000m di altitudine. Presente in Lombardia, stata rinvenuta nei prati magri del Parco del Campo dei Fiori.

L'areale di diffusione piuttosto ampio, dall'Europa centrale e meridionale agli Urali meridionali, Siberia meridionale, Primorye, Mongolia Gnorimus variabilis Coleottero in fortissima rarefazione che vive come saproxilofago nelle parti marcescenti soprattutto di salici e pioppi. un ottimo indicatore ambientale Tutte formiche rare di esclusivo interesse scientifico, ch parassiti sociali a danno di altre specie di formich Chalepoxenus muellerianus Harpagoxenus sublaevis Epimyrma kraussei

Anergates atratulus Formicoxenus nitidulus Strongylognathus huberi 1 marzo al 30 settembre vietata la cattura dei generi Helix e Cantareus Helix pomatia H. cincta cincta forma tipica in Lombardia Helix lucorum lucorum

Cantareus aspersus C. Apertus ex cryptomphalus H. Art 3. Conservazione degli invertebrati (segue) Previste deroghe per raccolta e la detenzione di uova, stadi giovanili e adulti delle comunit e specie per scopi didattici e scientifici (art. 8) Genere Austropotamobius Sono vietati: luccisione, la cattura, il trasporto, la detenzione ed il commercio di gamberi di fiume autoctoni (Austropotamobius italicus e Austropotamobius pallipes), salvo nellambito di progetti di ricerca o reintroduzione autorizzati (art. 8).

Gamberi colore da chiaro a scuro, senza sperone solo carpopodite leggermente ondulato Procambarus Clarki: Vinaccia, carpopodite con margine interno con sperone Orconectes limosus: marroncino chiaro Carpododite

con margine interno con sperone Con due file di macchioline rosse sul lato Chiavi per il riconoscimento dei gamberi presenti attualmente nel Nord Italia Sp. alloctone con sperone sul carpopodite nella parte interna della chela guardando lanimale dallalto. Le cause del declino La peste dei gamberi, causata da un fungo (Aphanomyces astaci) introdotto attorno al 1860

attraverso le pratiche di ripopolamento con specie alloctone, ha provocato una gravissima diminuzione delle popolazioni in Italia ed in Europa Lintroduzione di gamberi esotici in molte zone della Lombardia, particolarmente in pianura, ha provocato la scomparsa della specie autoctona da molti corsi dacqua La scomparsa degli habitat idonei alla vita del gambero di fiume, linquinamento delle acque e la raccolta talvolta indiscriminata hanno fatto il resto I gamberi alloctoni in Lombardia Procambarus clarkii (gambero rosso della Louisiana)

sperone evidente sul carpopodite colore da rosso brillante a bruno-violaceo i giovani sono spesso brunastri I gamberi alloctoni in Lombardia Orconectes limosus (gambero americano) sperone evidente sul carpopodite macchie rossicce in due file sulla parte dorsale dell'addome estremit delle chele nera con apice arancione colore variabile da bruno a giallastro I gamberi alloctoni in Lombardia Astacus leptodactylus (gambero turco) chele lunghe e affusolate con margine interno rettilineo nessuno sperone sul carpopodite

due spine post-orbitali colore variabile da bruno a giallastro - E vietata la cattura, luccisione volontaria, la detenzione e il commercio di tutte le specie di anfibi e rettili autoctoni - Dal 1 ottobre al 30 giugno vietata la cattura di tutte le specie di rane. - Nel restante periodo consentita la cattura di 30 individui di Rana esculenta e Rana temporaria. - Sono autorizzati prelievi di anfibi e rettili a scopi scientifici. - E autorizzato il prelievo al max di 15 esemplari di rane verdi (Rana esculenta) e di rane rosse (Rana temporaria) da allevamenti amatoriali che abbiano per fine lincremento della specie e la loro diffusione sul

territorio. I riproduttori debbono pervenire alle zone di riproduzione spontaneamente. Gli allevamenti sono Art. 4 Conservazione di anfibi e rettili - segue Si tutelano gli habitat naturali indispensabili alla sussistenza delle specie da proteggere in modo rigoroso. - I progetti di traslocazione di anfibi e rettili autoctoni devono essere preventivamente autorizzati. - I comuni coadiuvano e incentivano le operazioni di salvataggio di anfibi in migrazione, svolte dai servizi di vigilanza ecologica ai sensi della legge regionale 28 febbraio 2005, n. 9 - Nuova disciplina del servizio volontario di vigilanza ecologica), o da altri soggetti competenti sul territorio. Anfibi autoctoni della Lombardia - * prioritari Salamandra atra S. alpina *

Urodelo, adulto sino a 16 cm l. totale corpo nero ebano o raramente marrone scuro dimorfismo sessuale poco evidente e si limita alla cloaca sporgente del maschio Senza stadio larvale, i giovani vengono alla luce gi metamorfosati in "covate" di 24 individui, di l. circa 3 cm simili ai genitori Specie montana di ambienti boscosi e praterie tra gli 800 ed i 2000 m s.l.m. Attiva di notte, di giorno si nasconde al di sotto di pietre, dentro a tronchi abbattuti o in buchi nel terreno dieta comprende prevalentemente insetti ed altri artropodi terrestri, molluschi e Salamandra salamandra - Salamandra pezzata Urodelo, adulto sino a 20 -28 cm di lunghezza corpo nero con macchie/ strisce gialle o arancio

parti inferiori scure o completamente punteggiate colorazione gi presente nei giovani metamorfosati dimorfismo sessuale poco evidente e si limita alla cloaca sporgente del maschio ovovivipara, d alla luce 30 - 70 larve che viene alla luce ben sviluppata o, pi raramente, gi metamorfosata di 3 cm cresta mediana dorsale che si riduce con l'et colorazione inizialmente brunastra Dieta di artropodi acquatici e poi terrestri, insetti molluschi e vermi Habitat:boschi umidi di latifoglie di zone collinari o montuose manca dalla fascia planiziale Salamandrina perspicillata - Salamandrina occhiali * Urodelo sino a oltre i 10 cm di l. totale

parti superiori brunastro -nero opaco, aspetto rugoso parti inferiori chiare, gola nera e macchie scure sottocoda e parti inferiori delle zampe colore rosso brillante colorazione appare a partire dai sei mesi d'et dimorfismo sessuale poco evidente e si limita alla cloaca del maschio pi sporgente ovipara, depone 35 -60 uova larva l. 1 cm alla nascita cresta mediana dorsale si riduce con l'et colorazione dorsale nei juv. giallo/ brunastro Euriterma, boschi umidi, fossi, torrenti di montagna larve e adulti a dieta di invertebrati acquatici e artropodi terrestri e molluschi Endemismo della dorsale appenninica dal livello del mare ad oltre i 1300 m di quota Urodelo adulto sino a 10-12 cm l. totale

testa larga e piatta, coda appiattita lunga Mesotriton alpestris parti superiori brunastre o bluastre - Tritone alpestre * fianchi azzurrognoli con punteggiatura scura parti inferiori sono da giallo a rosso intenso maschio in ripr. con toni bluastri intensi e cresta dorsocaudale gialla a punti scuri femmina generalmente pi grande Depone tra le 40 e le 500 uova larva lunga quasi 1 cm colorazione dorsale iniziale chiara specie + acquatica che terragnola

vulnerabile alle variazioni ambientali in pozze naturali o manufatti con buona qualit dell'acqua dieta di molluschi, crostacei ed artropodi Alpi, Prealpi, Appennino adulto l. 10- 12 cm totali Testa larga e piatta, coda appiattita lateralmente e lunga parti superiori brunastre o bluastre; Fianchi azzurrognoli, con punteggiatura scura parti inferiori sono da giallo a rosso intenso colorazione caratteristica dai sei mesi d'et dimorfismo sessuale molto marcato specie nella riproduzione maschio con toni bluastri pi intensi e bassa cresta dorsocaudale gialla con punteggiatura scura depone tra le 40 e le 500 uova, mediamente 200

larva lunga quasi 1 cm alla nascita acquatica e poco terragnola, frequenta pozze naturali o manufatti con buona qualit dell'acqua Dieta: molluschi , crostacei ed artropodi particolarmente vulnerabile alle variazioni ambientali Triturus carnifex Tritone crestato * Adulto di 11 cm di lunghezza totale testa relativamente larga e piatta con strisce longitudinali scure coda appiattita lateralmente e lunga quasi quanto il corpo cresta vertebrale continua in ambo i sessi parti superiori verde-giallastro o bruno, con punteggiatura scura parti inferiori pallide con banda centrale giallo/rossa e

macchie scure margine inferiore della coda arancione con striscia azzurrognola dimorfismo sessuale evidente: Femmina cresta vertebrale pi bassa del maschio in ripr. striatura longitudinale della testa meno marcata Depone tra le 100 e le 350 uova sulla vegetazione acquatica cresta mediana dorsocaudale presente gi allo stadio larvale Specie spesso terragnola al di fuori della stagione riproduttiva predilige stagni ricchi di vegetazione e fossi di solito al di sotto dei 1000 m. attivit a terra notturna, di giorno sotto lettiera del bosco o ceppi pietre Lissotriton vulgaris Tritone punteggiato*

Speleomantes strinatii - Geotritone di Piccolo sino Strinati* al max 12 cm totali colore e disegno variabili parti dorsali marrone bruciato nerastro macchie gialle/verdi/grigie parti inferiori marrone-nero con macchie piccole e bianchicce gola punteggiata con ghiandola ben evidente pi chiara del resto dimorfismo sessuale:ghiandola mentoniera maschile per l'accoppiamento femmina depone in luoghi molto umidi (grotte, ecc) dieci uova piccoli appena nati sono lunghi quasi 2 cm Habitat: ambienti umidi e ombrosi, grotte, fessure nella roccia, sotto pietre Eccezionalmente si trova in acqua Dieta: artropodi terrestri

Adulto: 5 cm di lunghezza totale parti superiori grigie, verde oliva o brunastre con verruche prominenti parti inferiori giallo- arancione + macchie blu-grigiastre o nerastre In pericolo questa colorazione viene esibita con laddome rivolto verso dimorfismo sessuale: maschi sviluppano cuscinetti nuziali soprattutto sul lato interno delle prime 3 dita ella mano e e sulle dita dei piedi Pupilla rotonda, cuoriforme o triangolare Maschi fanno due hu-hu ripetuti a breve distanza pi frequentemente di notte Depone 40 -100 uova ancorate alla vegetazione acquatica larva lunga quasi 1 cm poi cresce una cresta mediana dorsale tollerante dal punto di vista della temperatura Di pianura ma, soprattutto, in zone collinari e di mezza montagna

Attivit di giorno, anche a temperature di 30C Habitat: acquatici sia naturali che artificiali La dieta larvale: vegetali e animali, anche in decomposizione Dieta adulti: artropodi, catturati anche sott'acqua. Parco dei Colli di Bergamo e nel Parco delle Orobie Bergamasche Bombina variegata Ululone dal ventre giallo* adulto 6- 8 cm di lunghezza totale Parti superiori variabili: biancastre, grigie, marroncino, giallastre con macchie brunastre formanti chiazze, marmorizzature, variegature o strisce Parti inferiori biancastre, uniformi o variegate di bruno-grigiastro dimorfismo sessuale i maschi posseggono escrescenze cornee incolori sull avambraccio e sulle dita delle zampe Sacchi vocali presenti Pupilla verticale

piede posteriore possiede una vanghetta per infossarsi nel terreno nell'accoppiamento il maschio emette un cloc-cloc per attirare l afemmina depone tra le 1200 e le 3400 uova, in una massa gelatinosa nastriforme sulla vegetazione acquatica larva lunga circa 1 cm alla schiusa una cresta mediana dorsale Specie elusiva fossoria, la si incontra dalla pianura a zone di collina attivit notturna habitat terrestri (boschi freschi ed umidi, al limite di risaie e zone coltivate) dieta larvale: vegetali ed animali Dieta adulti: invertebrati terrestri Parco Lombardo della Valle del Ticino, il Parco della Pineta di Pelobate fosco* gruppo delle rane rosse adulto misura fino a 9 cm di lunghezza totale corpo superiormente dal giallastro al bruno parti inferiori pallide con sfumature da giallo a rosato

R. Dalmatina R. agile* dimorfismo sessuale: Maschi con cuscinetti nuziali soprattutto sul lato interno del primo dito della mano Pupilla rotonda stria chiara dalla punta della bocca fino alla zampa anteriore nella rana di Lataste questa striscia pi sottile, inizia anteriormente sotto l'occhio ed arriva solo all'angolo della bocca Verso maschi in amore: quor-quo-quor in rapida successione in aumento Depone 600 - 2000 uova massa gelatinosa Larva lunga circa 1 cm alla schiusa Specie tollerante verso un ampio spettro di temperature principalmente terragnola dalla pianura alle zone di media montagna Attivit prevalentemente notturna habitat terrestri: ma presente soprattutto in boschi freschi ed umidi

dieta larvale sostanze vegetali Rana di Lataste* (Rana gruppo delle rane rosse latastei) Adulto 7 cm di lunghezza totale parti dorsali bruno-grigiastre o bruno-rossastre parti inferiori pallide con sfumature rosate Gola screziatura bruno-violacea e disegno di T rovesciata dimorfismo sessuale: maschi sviluppano cuscinetti nuziali cornei bruni al primo dito della mano Sacchi vocali presenti Pupilla rotonda

Con sottile stria chiara da sotto l occhio all'angolo della bocca Nel periodo degli amori i maschi emettono flebile kek-kek, ripetuto Depone tra le 100 e le 900 uova in una massa gelatinosa ancorata alla vegetazione acquatica Larva lunga meno di 1 cm e sviluppa una cresta mediana dorsale, pi alta della ventrale Specie igrofila terragnola, di pianura sino alle zone di alta collina attivit notturna ma anche di giorno Habitat: soprattutto in boschi freschi ed umidi ricchi di sottobosco Dieta: larva onnivora e adulto artropodi che preda anche in acqua oggetto di interventi di reintroduzione e re-stocking nel Parco dell'Adda Sud, nel Parco dell'Oglio Sud, nel Parco del Serio e nel Rana appenninica* (Rana rane rosse italica ) adulto misura fino a poco pi di 6 cm Parte superiore: spesso grigie, brune, giallastre, oliva,

disegno a lichene parti inferiori sono chiare con gola scura, spesso brunoviolacea zampe sono spesso giallastre maschio con cuscinetti nuziali bruno-nerastri Sacchi vocali assenti Pupilla rotonda Richiamo nuziale: gek-gek-gek in rapida successione Depone 200 - 1300 uova in 1-3 masse che attacca alle rocce sommerse larva lunga 1 cm alla schiusa Specie euriecia: pianura, medio-alta montagna all'alba in acqua poi attiva a terra habitat terrestri: boschi freschi Dieta larva: vegetali ed animali Adulti: invertebrati terrestri Rana rane rosse temporaria*

(Rana temporaria ) Adulto fino a 10 cm di lunghezza totale colorazione superiore grigio-bruno, giallastra o rossastra, con marmorizzature bruno scure parti inferiori pallide con giallo-rosato sul ventre e bluastre sulla gola maschi sviluppano cuscinetti nuziali, sul lato interno del primo dito Sacchi vocali interni presenti pupilla rotonda dimensioni maggiori rispetto alle altre specie rosse richiamo riproduttivo maschi: corale, serie di sonori e cupi gruc-grucgruc Depone 900- 4000 uova in un'unica massa gelatinosa galleggiante discoidale larva lunga circa 1 cm dieta larvale: sostanze vegetali Adulti: artropodi terrestri e molluschi. Specie terragnola, dalla pianura all'alta montagna

Prevalentemente notturna Habitat: boschi freschi ed umidi o prati di montagna Altri anfibi autoctoni della Lombardia Rospo comune bufo ) Raganella italiana (Bufo Rospo smeraldino (Bufo

viridis ) Rana esculenta Rana Lessona Emys orbicularis - Testuggine palustre europea* Carapace fino a 25- 30 cm estremit sono robuste, con unghie lunghe e forti e membrana interdigitale Carapace brunastro o scuro con punteggiature e striature chiare spesso gialle Piastrone con macchie irregolari o simmetriche su fondo biancastro-giallastro, rosato o rossiccio dimorfismo sessuale poco evidente oviparo, pu deporre da 3 a 18 uova, che interra sulla riva giovani appena nati generalmente hanno carapace lungo attorno ai 3 cm

specie acquatica e termofila, in ambienti planiziali e collinari umidi attiva di giorno anche tutto l'anno in condizioni climatiche favorevoli frequenta acque ferme o con poca corrente, anche in fossi, paludi ed acque salmastre preferisce habitat con vegetazione acquatica e ripale abbondante ma ben esposti elusiva, la si pu osservare solo quando all'aperto per termoregolare Dieta: anfibi, pesci, artropodi acquatici, molluschi e sostanze raggiunge 25 cm di lunghezza totale, coda spesso lunga anche il doppio del corpo dimensioni medio-piccole, testa grossa, corpo abbastanza robusto parti superiori variabili, giallastre, verde oliva, marrone chiaro, con punteggiatura scura spesso poco evidente sulla parte posteriore del dorso e sulla coda a volte sono presenti due bande verdi lungo il dorso

Parti inferiori biancastre o con sfumature verdastre pu essere confusa con Podarcis muralis che di solito ha macchie scure sulle parti inferiori o sulla gola dimorfismo sessuale poco evidente Ovipara Giovani nati l. totale 7 cm, simili all'adulto specie termofila ed euriecia, si trova in pianura e montagna attiva di giorno durante tutto l'anno in condizioni climatiche favorevoli habitat: nel territorio regionale ambienti ristretti a prati e brughiere su suoli alluvionali recenti tollera meglio di altri sauri la presenza dell'uomo Dieta: artropodi terrestri e occasionalmente Podarcis sicula - Lucertola campestre* Zootoca vivipara Lucertola vivipara*

lungo fino a 19 cm inclusa la coda lunghissima cilindrica piccolo con testa piuttosto robusta e corpo allungato Parti superiori marrone, grigio o oliva Parti inferiori bianchicce/giallastre con macchie scure Il dimorfismo sessuale: i maschi hanno testa un po' pi robusta e coda pi lunga, colorazione pi contrastata ovoviviparo d alla luce una decina di piccoli giovani lunghi circa 5 cm igrofila, di ambienti umidi planiziali che alta montagna attiva di giorno da marzo a fine di settembre Habitat: praterie alpine, fossi umidi, acquitrini, limite di boschi umidi e brughiere In Lombardia diffusa sui rilievi, mentre in pianura la sua presenza confermata solo in una localit del varesino Dieta: artropodi. In Lombardia in 6 parchi regionali montani o alpini e nel P N. S. range altitudinale della specie si estende dal livello del mare fino a 3000 m di quota (Alpi).

Chalcides chalcides - Luscengola comune* 40 cm di lunghezza totale aspetto serpentiforme, corpo cilindrico, simile all'orbettino si differenzia per la presenza di quattro arti, molto ridotti pupilla rotonda squame lisce 22-24 lungo l'anello centrale del tronco coda lunga e sottile parti superiori beige-marrone, riflessi metallici e strisce chiare parti ventrali bianchicce o grigiastre. dimorfismo sessuale poco evidente ovoviviparo, fino a 15 piccoli giovani lunghi circa 10 cm simili agli adulti termofila, di ambienti planiziali e di media montagna attiva di giorno da marzo a settembre Habitat:vegetazione abbondante umido ma soleggiato Dieta: molluschi ed artropodi terrestri. In Lombardia nella parte Sud della Provincia di Pavia

70 cm, max 90 di lunghezza totale testa piccola e differenziata dal corpo, le squame labiali sono chiare Pupilla rotonda striscia scura da dietro l'occhio fino al collo Squame lisce in numero di 19-21 file a met tronco (occasionalmente 22-23) Coronella girondica Coda lunga e sottile Parti superiori grigio o ocra, sfumature rossiccio-grigiastre parti ventrali bianchicce a volte con sfumature giallo-rosate dimorfismo sessuale poco evidente oviparo, 1 - 16 uova giovani appena nati sono lunghi al massimo 19 cm colorazione simile agli adulti ma pi contrastata Termoxerofila Habiyay pianura e alta montagna pi frequente al di sotto dei 1000 m s.l.m.

attiva di notte da marzo a novembre dove il clima favorevole luoghi con vegetazione sparsa e boschi aperti o ghiareti o manufatti dieta comprende principalmente lacertidi e micromammiferi Colubro di Riccioli* Zamenis longissimus -Saettone comune* grosso serpente, noto come colubro di Esculapio, pu superare i 190 cm di l. testa, relativamente stretta e poco differenziata dal corpo squame labiali giallastre Pupilla rotonda squame lisce in numero di 21-23 file a met tronco coda lunga, entro 1/5 ed 1/6 della lunghezza totale parti superiori sono grigie, verde oliva o marroni O con strisce chiare o scure lungo il corpo o punteggiatura chiara Parti ventrali pallide o giallastre

dimorfismo sessuale poco evidente oviparo, pu deporre da 4 a 18 uova giovani appena nati sono lunghi quasi 30 cm specie euriecia di ambienti planiziali o di media montagna Attiva di giorno da marzo ad ottobre habitat umidi con vegetazione abbondante ma ben esposti arrampica facilmente su alberi ed arbusti anche per cacciare Dieta: micromammiferi e, saltuariamente, nidiacei. rarefatto in pianura range altitudinale dal livello del mare fino ai 1800 m 70- 90 cm di lunghezza totale testa relativamente larga e ben differenziata dal corpo squame labiali giallastre pupilla rotonda parti superiori: grigie, oliva, marroni con macchie scure a zig-zag Parti pallide, giallastre o rossicce, macchie scure quadrangolari. dimorfismo sessuale poco evidente

In Lombardia nel Parco Ticinoe e sull'Appennino Pavese range altitudinale dal livello del mare fino ai 1700 m oviparo da 4 a 32 uova giovani nati lunghi circa 18 cm simili all'adulto acquatica, ambienti planiziali e di media montagna attiva di giorno da febbraio ad ottobre habitat umidi con vegetazione abbondante, frequenta sia acque lentiche sia lotiche. ottima nuotatrice, rimane in apnea anche per pi di 15 min. Dieta: anfibi, piccoli pesci e invertebrati acquatici caccia sott'acqua ma anche tendendo agguati dalla riva Natrix maura Natrice viperina* serpente di 70-100 cm di lunghezza totale Natrix tassellata

testa stretta, differenziata dal corpo squame labiali giallastre Pupilla rotonda Parti superiori: grigiastre, giallastre o brunastre, macchie scure di forma lungo il corpo Parti inferiori pallide o giallastre con macchie scure dimorfismo sessuale poco evidente oviparo da 4 a 32 uova giovani nati lunghi fino a 25 cm simili all'adulto quasi esclusivamente acquatica Di ambienti planiziali che di alta montagna Attiva di giorno da marzo ad ottobre habitat umidi con vegetazione abbondant acque sia lentiche sia lotiche ottima nuotatrice caccia in apnea per molti minuti molto agile a terra, ma non si arrampica Dieta: anfibi, piccoli pesci micromammiferi invertebratiale dello Stelvio. Natrice tassellata*

Serpente di 65 cm c.a disegno e colorazione variabili: grigio chiaro/ marrone brunastro, striscia dorsale scura a zig-zag p. inferiori grigio chiaro al nero parte apicale del muso di solito piatta dimorfismo sessuale: femmine + grandi ovoviviparo, d alla luce 10 piccoli simili ai genitori specie euriecia, in grande variet di ambienti: Palude, prato in alta montagna Diurna Dieta micromammiferi e, saltuariamente, piccoli sauri Nuota bene e frequenta zone umide veleno, meno potente di quello di V. aspis, pericoloso per l'uomo ma sono rarissimi i casi mortali conosciuti. presente in Italia su buona parte dell'arco alpino e prealpino scomparsa dalla Pianura Padana dove era presente Vipera berus Marasso*

RETTILI AUTOCTONI DELLA LOMBARDIA Natrice dal collare Lucertola muraiola Orbettino Ramarro occidentale Vipera comune Colubro liscio Biacco Art. 5 Conservazione e gestione della vegetazione ai fini faunistici

Si vieta di danneggiare o distruggere i seguenti ambienti: - La vegetazione spontanea dei corpi dacqua, e dei terreni di ripa soggetta a periodiche sommersioni - i fontanili; - le sorgenti; - le brughiere, - i pascoli montani, - le torbiere, - le praterie naturali, (fatti salvi gli interventi di sfalcio, pascolo, interventi di sfalcio e fresatura per la pulizia e manutenzione di tutti i corpi dacqua superficiali, interventi di pulizia e manutenzione lungo le rive, manutentivi connessi allordinato esercizio agricolo compreso luso localizzato di erbicidi nelle separazioni dei terreni agrari e lungo i fossi irrigui aziendali non accessibili con mezzi meccanici) - inoltre vietata in generale leliminazione della vegetazione erbacea, arbustiva o arborea mediante il fuoco o limpiego di sostanze erbicide.

Art. 5 Conservazione e gestione della vegetazione ai fini faunistici - segue Mantenimento del ruolo ecologico del canneto e della vegetazione ad erbe palustri: Sono ammessi i tagli del canneto e della vegetazione interrante delle zone umide e di contrasto alla colonizzazione boschiva in prati, pascoli e brughiere: - purch non arrechino disturbo o pregiudizio della nidificazione, riproduzione e svezzamento della fauna selvatica; - purch essi vengano eseguiti parzialmente, lasciando intatto un terzo dellhabitat; - purch i tagli siano effettuati a rotazione, con frequenza biennale o superiore. Art. 5 Conservazione e gestione della vegetazione ai fini faunistici - segue - Lo sfalcio e lasportazione della vegetazione del lamineto nei bacini lacustri consentito solo quale forma di contenimento delleutrofizzazione e di

salvaguardia della biodiversit; - gli interventi di cui sopra non devono cmq. eradicare le specie autoctone da contenere e si deve procedere per settori alterni, con frequenza biennale o superiore; - tali interventi sono svolti previa progettazione e supervisione di un tecnico laureato in Scienze Naturali o Biologiche e incaricato dagli enti gestori di aree protette o dalle province; - vietata leliminazione della vegetazione spontanea mediante il fuoco o limpiego di sostanze erbicide; Art. 5 Conservazione e gestione della vegetazione ai fini faunistici - segue - nellambito di progetti di gestione naturalistica finalizzati al mantenimento o allincremento della biodiversit naturale, con particolare riferimento alla gestione della vegetazione erbacea o di ecotoni e alla difesa da piante alloctone o invasive, sono ammesse deroghe alle prescrizioni limitatamente allimpiego localizzato di erbicidi sotto la supervisione di tecnico

qualificato individuato dagli enti gestori (parchi o province); - nella realizzazione di infrastrutture viarie, lente responsabile deve evitare la diffusione di specie vegetali alloctone. Artt. 6-7. Flora spontanea protetta, elenchi floristici piante officinali. E considerata flora spontanea protetta linsieme delle specie a raccolta regolamentata o a protezione rigorosa di cui ad elenchi approvati con successiva delibera; vietata la la raccolta delle specie a protezione rigorosa consentita la raccolta delle specie a raccolta regolamentata con limitazioni (sei esemplari, rami fioriferi o fronde); consentita la raccolta delle specie: Vaccinium myrtillus (mirtillo nero), Vaccinium vitis idaea (mirtillo rosso) con limitazioni (un chilogrammo e a mani nude); Gli elenchi delle specie protette sono aggiornati dalla

Art. 6-7. Flora spontanea protetta, elenchi floristici piante officinali Le province e gli enti gestori delle aree protette possono prevedere limiti maggiormente restrittivi; La raccolta delle piante officinali incluse allelenco delle specie a raccolta regolamentata consentita su autorizzazione fino ad un max di 50 esemplari salvo quanto previsto dal R.D. 772/1932; I proprietari di terreni in cui sussista flora spontanea protetta possono chiedere lautorizzazione (alle aree protette o alla provincia) al divieto alla raccolta nei loro fondi; Il divieto alla raccolta nei fondi deve essere reso conoscibile a cura del proprietario mediante cartelli Raccolte di piccola fauna e/o flora spontanea protetta in deroga: - per istituti scientifici e di ricerca, tecnici coinvolti in operazioni di censimento o monitoraggio, le scuole

pubbliche e private, lautorizzazione della Regione, Direzione competente (DG Ambiente, U.O. Parchi); - per le specie della direttiva Habitat, lautorizzazione del Ministero dellAmbiente; - quanto raccolto non pu essere detenuto o commercializzato, consentita la cessione a musei e istituti pubblici. - Gli individui vitali sequestrare vanno rilasciati Art. 9 Divieto di danneggiamento E vietato: - estirpare/danneggiare/raccogliere per vendere: radici, bulbi, tuberi, rizomi e parti aeree di flora spontanea protetta, vietata la raccolta a fini di commercializzazione di licheni, muschi, sfagni; Sono fatti salvi: - gli interventi siano connessi con le pratiche colturali, (falciatura per fienagioni e similari)

- gli interventi di trasformazione del suolo autorizzati a norma di legge Art. 10 Introduzioni, reintroduzioni e restocking E vietato rilasciare individui di qualsiasi specie di invertebrati, anfibi, rettili non autoctoni - fatto salvo lutilizzo di invertebrati nellambito di interventi di lotta biologica autorizzati a norma di legge - E vietata lintroduzione di specie vegetali alloctone negli ambienti naturali. - La Giunta Regionale aggiorna le Liste nere regionali ed emana disposizioni per restocking o reintroduzioni - nel frattempo si applica la DGR 20 aprile 2001, n. VII/ 4345

Art. 11 Ricerche, educazione ambientale, formazione - La R. L., gli enti gestori delle aree protette, le province, con gli istituti scientifici e di ricerca promuovono: a) la conservazione e gestione della piccola fauna, della flora e alberi monumentali; b) lindividuazione degli habitat prioritari per le specie da sottoporre a tutela assoluta o regolamentazione; c) lindividuazione di aree del territorio lombardo da includere in aree protette per la tutela delle specie; d) la divulgazione delle conoscenze sulle specie animali e vegetali e le problematiche di conservazione per la diffusione di una cultura della conservazione. - La R. L. predispone i corsi di formazione per il personale di vigilanza Art. 12 Tutela degli alberi monumentali La Regione promuove con DGR la tutela degli alberi monumentali, patrimonio naturale e storico,

aree protette e province individuano allinterno del loro territorio gli alberi monumentali da sottoporre a tutela, esemplari appartenenti alla flora autoctona e esemplari di specie di notevole valore storico, culturale e paesaggistico anche appartenenti a specie alloctone, purch non invasive Sono vietati il danneggiamento e labbattimento degli alberi monumentali Art. 13 Sanzioni danneggiamento/distruzione habitat 500/4.000 con obbligo di ripristino; danneggiamento/distruzione alberi monumentali 600/6.000; interventi di restocking/reintroduzione abusivi 200/2.000; prelievi di specie 50/500

Sintesi PdL Art. 14 Vigilanza La vigilanza sullapplicazione della presente Legge svolta: - dal personale degli enti gestori delle aree protette - dal personale delle amministrazioni provinciali - dal personale delle comunit Montane - dalle guardie ecologiche volontarie Sono fatte salve le competenze del corpo forestale dello stato e degli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria Art. 15 Disposizioni finanziarie Omissis (capitoli di spesa ecc) Art. 16 Abrogazioni abrogata la Legge Regionale 27 luglio 1977, n. 33 Provvedimenti in materia di tutela ambientale ed ecologica e successive modifiche e integrazioni (fatti salvi gli articoli 24-bis, 24-ter e 25 bis) Allegato A

Comunit di invertebrati protette in modo rigoroso. 1) Spugne d'acqua dolce 2) Efemerotteri stenoeci planiziali 3) Plecotteri planiziali 4) Tricotteri stenoeci planiziali 5) Molluschi delle sorgenti e delle acque sotterranee 6) Invertebrati troglobi 7) Invertebrati dei prati secchi, di brughiera e delle oasi xerotermiche 8) Insetti saproxilofagi degli alberi cavi All. B: specie di invertebrati protette in modo rigoroso - degli allegati II, IV e V della Direttiva 92/43/CEE - le seguenti di interesse regionale: SPECIE 1. Platyla microspira 2.

Dolomedes plantarius 3. Argyroneta acquatica 4. Niphargus stygius 5. Austropoamobius italicus 6. Carabus clathratus 7. Cetonischema aeruginosa 8. Maculinea alcon 9. Gnorimus variabilis 10. Chalepoxenus muellerianus 11. Epimyrma kraussei 12.

Formicoxenus nitidulus 13. Harpagoxenus sublaevis 14. Anergates atratulus 15. Strongylognathus huberi Codice IUCN DD VU VU VU VU VU VU LR VU VU VU

VU VU VU VU All. C: anfibi da proteggere in modo rigoroso 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12.

Salamandra atra Salamandra alpina Salamandrina perspicillata Salamandrina dagli occhiali Mesotriton alpestris Tritone alpestre Triturus carnifex Tritone crestato italiano Lissotriton vulgaris Tritone punteggiato Speleomantes strinatii Geotritone di Strinatii Bombina variegata Ululone dal ventre giallo Pelobates fuscus Pelobate fosco Rana dalmatina Rana dalmatina Rana italica Rana appenninica Rana latastei

Rana di Lataste Rana temporaria Rana temporaria All. C: rettili da proteggere in modo rigoroso 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) Emys orbicularis Testuggine palustre europea Podarcis sicula Lucertola campestre

Zootoca vivipara Lucertola vivipara Chalcides chalcides Luscengola comune Coronella girondica Colubro di Riccioli Zamenis longissimus Saettone comune Natrix maura Natrice viperina Natrix tessellata Natrice tassellata Vipera berus Marasso All. D: anfibi autoctoni in Lombardia. 1. 2. 3. 4. 5. 6.

7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. Salamandra atra* Salamandra alpina Salamandra salamandra Salamandra pezzata Salamandrina perspicillata* Salamandrina dagli occhiali Mesotriton alpestris*

Tritone alpestre Triturus carnifex* Tritone crestato italiano Lissotriton vulgaris* Tritone punteggiato Speleomantes strinatii* Geotritone di Strinati Bombina variegata* Ululone dal ventre giallo Pelobates fuscus* Pelobate fosco Bufo bufo Rospo comune Bufo viridis Rospo smeraldino Hyla intermedia Raganella italiana Rana klepton esculenta Rana esculenta Rana lessonae

Rana di Lessona Rana dalmatina* Rana dalmatina Rana italica* Rana appenninica Rana latastei* Rana di Lataste Rana temporaria* Rana temporaria All. D: rettili autoctoni in Lombardia. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9.

10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. Emys orbicularis * Testuggine palustre europea Anguis fragilis Orbettino Lacerta bilineata Ramarro occidentale Podarcis muralis Lucertola muraiola Podarcis sicula* Lucertola campestre Zootoca vivipara*

Lucertola vivipara Chalcides chalcides* Luscengola comune Coronella austriaca Colubro liscio Coronella girondica* Colubro di Riccioli Zamenis longissimus* Saettone comune Hierophis viridiflavus Biacco Natrix maura* Natrice viperina Natrix natrix Natrice dal collare Natrix tessellata* Natrice tassellata Vipera aspis Vipera comune Vipera berus* Marasso *= da proteggere in modo rigoroso

All. E: flora spontanea protetta in modo rigoroso Licheni Cladina Nyl. [tutte le specie] ; sinonimo: Cladonia I licheni sono organismi simbionti derivanti dall'associazione di due individui: unalga, solitamente unicellulare autotrofa, e un fungo, in genere un Ascomicete o un Basidiomicete, caratterizzati da un tallo e non provvisti di semi (Crittogame). Licheni L'intero corpo del lichene, si definisce tallo. Nei licheni fogliosi si

riconoscono i lobi, di varie forme. In altri licheni le ramificazioni, molto pi allungate, si chiamano lacinie. a corteccia superiore (CORTEX) costituita da ife con funzione di proteggere la parte interna otto la corteccia le ife sono meno compatte, per lasciare il posto alle CELLULE ALGALI, a colorazione verde, dovuta ai cloroplasti interni che svolgono la fotosintesi clorofilliana ella parte pi interna c la MEDULLA, di colore biancastro caratterizzata da una struttura olto lassa di ife. ui si concentra l'acqua che proviene dall'esterno del lichene; condizioni di prolungata siccit, l'aspetto dello strato medullare simile al cotone idrofilo. licheni si comportano come

delle spugne la base del tallo si possono distinguere, in alcune specie, le RIZINE: piccoli fasci di ife che hanno la funzione di ancorare il lichene al substrato. Cladina Nyl. [tutte le specie] ; sinonimo: Cladonia Genere di lichene diffusissimo nelle regioni subpolari artiche, dove costituisce uno degli elementi pi importanti dell'ecosistema locale. Bioindicatore per inquinanti tossici e radioattiivi. Briofite 1.Buxbaumia viridis (Moug. ex Lam. & DC.) Brid. ex Moug. & Nestl. 2.Dicranum viride (Sull. & Lesq.) Lindb.

3.Drepanocladus vernicosus (Mitt.) Warnst. 4.Leucobryum [tutte le specie] 5.Meesia longiseta Hedw. 6.Orthotrichum rogeri Brid. 7.Pseudoleskea artariae Thr. 8.Pyramidula tetragona (Brid.) Brid. 9.Sphagnum [tutte le specie] Briofite: Buxbaumia viridis Le Briofite sono un gruppo di piccole pianticine. Si dividono in: muschi epatiche e antocerote. Tipiche dei luoghi umidi, ombrosi, lungo i ruscelli. Struttura delle Briofite Struttura: fusticino dalla cui parte inferiore si staccano esili filamenti detti rizoidi radichette,

mentre dall'altra parte si sviluppano minute foglioline appiattite, formate da un solo strato di cellule, ricche di clorofilla Briofite: Leucobryum [tutte le specie] Briofite: Sphagnum [tutte le specie] 1. Anogramma leptophylla (L.) Link Pteridofite 2. Asplenium adulterinum Milde 3. Asplenium fontanum (L.) Bernh. subsp. fontanum 4. Asplenium lepidum C. Presl subsp. lepidum 5. Asplenium seelosii Leybold subsp seelosii 6. Botrychium matricariifolium (Retz.) A. Braun 7. Botrychium multifidum (S. G. Gmelin) Rupr. 8. Botrychium simplex E. Hitchc. 9. Diphasiastrum complanatum (L.) J. Holub

10.Diphasiastrum issleri (Rouy) J. Holub Le Pteridofite, sono piante evolute con fusto, vere radici e foglie, e dei vasi. 11.Diphasiastrum tristachyum (Pursh) J. Holub 12.Dryopteris affinis (Lowe) Fraser-Jenkins subsp affinis 13.Equisetum pratense Ehrh. 14.Equisetum sylvaticum L. 15.Isoetes echinospora Durieu 16.Isoetes malinverniana Ces. e De Not 17.Lycopodiella inundata (L.) J. Holub 18.Lycopodium clavatum L. subsp. monostachyon (Grev. E Hook.) Selander 19.Marsilea quadrifolia L. 20.Notholaena marantae (L.) Desv. 21.Ophioglossum vulgatum L. 22.Osmunda regalis L. 23.Pteris cretica L.

Pteridofite: Equisetum sylvaticum L'equiseto una pianta vascolare che si riproduce tramite spore. Esistono quindici specie in tutto il mondo e conosciute comunemente come Code di cavallo. Sono tra gli organismi pi antichi della terra: risalgono al Periodo geologico del Carbonifero (345 - 280 milioni di anni fa. Pteridofite: Marsilea quadrifolia L. Felci acquatiche perenni, Con spesse radici rizomatose, che si ancorano

nel terreno, allargandosi con il passare degli anni; producono sottili fusti che portano una singola foglia quadrilobata, simile al trifoglio, di colore verde intenso Pteridofite: Osmunda regalis L. Felce di grandi dimensioni con fronda verde chiaro e sporangi inseriti all'apice della medesima, quasi a formare una pannocchia Aconitum anthora L. Adenophora liliifolia (L.) Ledeb. ex A. DC. Agrostemma githago L. Alisma gramineum Lej.

Alisma lanceolatum With. Allium angulosum L. Allium ericetorum Thore Allium insubricum Boiss. et Reut. Alyssum bertolonii Desv. subsp. bertolonii Anagallis tenella (L.) L. Andromeda polifolia L. Androsace brevis (Hegtschw.) Ces. Androsace chamaejasme Wulfen Androsace hausmannii Leyb. Androsace helvetica (L.) All. Androsace lactea L. Androsace obtusifolia All. Androsace vandellii (Turra) Chiov. Aphyllanthes monspeliensis L. Aquilegia alpina L. Aquilegia einseleana F. W. Schultz Aquilegia thalictrifolia Schott et Kotschy Aquilegia vestinae Pfenninger et D. M. Moser Aquilegia vulgaris L.

Arctostaphylos alpina (L.) Spreng. Arenaria ciliata L. Arenaria marschlinsii Koch Argyrolobium zanonii (Turra) P. W. Ball Arnoseris minima (L.) Schweigg. et Krte Astragalus depressus L. Astragalus frigidus (L.) A. Gray Astragalus sirinicus Ten. subsp. sirinicus Athamanta vestina Kern. Baldellia ranunculoides (L.) Parl. Barlia robertiana (Loisel.) Greuter Biscutella cichoriifolia Loisel. (= B. hispida DC.) Bombycilaena erecta (L.) Smoljan. Butomus umbellatus L. Calamagrostis canescens (Weber) Roth Callianthemum coriandrifolium Rchb. Campanula cenisia L. Campanula cervicaria L. Campanula elatinoides Moretti Campanula erinus L.

Campanula latifolia L., Campanula medium L. Allegato E: Specie di flora spontanea protetta in modo rigoroso Angiosperme Campanula raineri Perp. Campanula thyrsoides L. Carbenia benedicta B. et H. Cardamine rivularis Schur Carex appropinquata Schumach. Carex baldensis L. Carex bicolor All. Carex brunescens (Pers.) Poiret Carex dioica L. Carex elongata L. Carex fimbriata Schkuhr Carex fuliginosa Schkuhr

Carex limosa L. Carex liparocarpos Gaudin subsp. liparocarpos Carex microglochin Walenb. Carex norvegica Retz. Carex pauciflora Lightf. Carex punctata Gaudin Carex vaginata Tausch Centaurea aplolepa Moretti subsp. carueliana (Micheletti) Dostl Centaurea pestalotii De Not. Cephalanthera rubra (L.) L.C. Rich. Cerastium carinthiacum Vest Ceratocephala falcata (L.) Pers. subsp. incurva (Steven) Chrtek et Chrtkov Ceratophyllum submersum L. Chamorchis alpina (L.) Rich. Cirsium carniolicum Scop. Cistus salvifolius L. Clematis viticella L. Corallorhiza trifida Chatel. Corydalis intermedia (L.) Mrat Corydalis ochroleuca Koch

Crepis kerneri Rech f. Crepis pygmaea L. subsp. pygmaea (incl. var. incanescens Froel) Crepis rhaetica Hegetschw. Cyclamen hederifolium Aiton Cypripedium calceolus L. Cytinus hypocistis (L.) L. Cytisus emeriflorus Rchb. Dactylorhiza incarnata (L.) So subsp.cruenta (O.F.Ml.) P:D.Sell (=Orchis cruenta O.F.Ml.) Dactylorhiza traunsteineri (Saut. ex Rchb.) So(=Orchis traunsteineri Saut. ex Rchb.) Daphne alpina L. Daphne petraea Leyb. Daphne reichsteinii Landolt et Hauser Dianthus armeria L. Angiospermae protezione rigorosa Dianthus glacialis Haenke Doronicum austriacum Jacq. Draba dolomitica Buttler

Draba fladnizensis Wulfen Draba siliquosa Bieb. Draba thomasii Koch Dracocephalum austriacum L. Dracocephalum ruyschiana L. Drosera intermedia Hayne Drosera longifolia L. (=D. anglica Hudson) Drosera rotundifolia L. Eleocharis austriaca Hayek Eleocharis carniolica Koch Eleocharis multicaulis (Sm.) Sm. Eleocharis uniglumis (Link) Schultes Epipactis leptochila (Godfery) Godfery Epipactis microphylla (Ehrh.) Swartz Epipactis palustris (L.) Crantz Epipactis viridiflora Hoffm. ex Krock. (=E. purpurataSm.) Epipogium aphyllum Sw. Eriophorum gracile Koch Euphorbia villosa Wald. et Kit.

Euphrasia cisalpina Pugsley Euphrasia marchesettii Wettst. Fritillaria orientalis Adams (= Fritillaria tenella Bieb.) Fritillaria tubiformis Gren. et Godron subsp. tubiformis Gagea lutea (L.) Ker-Gawl. Galanthus nivalis L. Galium montis-arerae Merxm. et Ehrend. Gentiana ciliata L. Gentiana lutea L. Gentiana orbicularis Schur Gentiana tenella Rottb. Geranium palustre L. Gladiolus byzantinus Miller Gladiolus imbricatus L. Goodyera repens (L.) R.Br. Hedysarum hedysaroides (L.) Sch. et Th. Angiospermae protezione rigorosa

Angiospermae protezione rigorosa Helianthemum apenninum (L.) Miller Helichrysum italicum (Roth) Don Hemerocallis lilio-asphodelus L. Herminium monorchis (L.) R.Br. Himantoglossum adriaticum H. Baumann (= H. hircinum subsp. adriaticum (H. Baumann) H. Sund.) * vedi note Hippuris vulgaris L. Hottonia palustris L. Hydrocotyle vulgaris L. Hymenolobus procumbens (L.) Nutt. subsp. pauciflorus (Koch) Schnz & Thell.(= H. pauciflorus (Koch.) Schinz. et Thell.) Iberis sempervirens L. Iris pallida Lam. s.l. (le popolazioni dellAlto Garda, a volte indicate come Iris cengialti Ambrosi) Iris sibirica L. Isolepis setacea (L.) R. Br. Juncus arcticus Willd.

Knautia illyrica Beck Knautia maxima (Opiz) J. Ortmann Knautia persicina Kerner Knautia sixtina Briq. Knautia transalpina (H. Christ) Briq. Knautia velutina Briq. Kobresia simpliciuscula (Wahlenb.) Mack. Laserpitium nitidum Zanted. Lathraea squamaria L. Leontopodium alpinum (L.) Cass. Leucojum aestivum L. Linaria tonzigii Lona Lindernia procumbens (Krock.) Philcox Linnea borealis L. Liparis loeselii (L.) L. Listera cordata (L.) R. Br. Ludwigia palustris (L.) Elliot Angiospermae protezione rigorosa

Lychnis alpina L. Lythrum portula (L.) D.A.Webb Matthiola valesiaca Gay (carnica?) Garda Menyanthes trifoliata L. Minuartia austriaca (Jacq.) Hayek Minuartia biflora (L.) Schinz et Thell. Minuartia cherlerioides (Hoppe) Bech. subsp. rionii (Gremli) Friedrich Minuartia grignensis (Rchb.) Mattf. Minuartia rupestris (Scop.) Sch. et Th. Moehringia bavarica (L.) Gren. Moehringia concarenae F. Fen. et E. Martini Moehringia dielsiana Mattf. Moehringia glaucovirens Bertol. Moehringia markgrafii Merxm. et Gutermann Moenchia erecta (L.) P. Gaertn., B. Mey. et Scherb. Moenchia mantica (L.) Bartl. Moneses uniflora (L.) A. Gray Montia fontana L. subsp. chondrosperma (Fenzl) Walters (=M. minor C.C. Gmel = M. arvensis Walter)

Muscari botryoides (L.) Mill. subsp. longifolium (Rigo) Garbari Myosotis rehsteineri Wartm. Nigritella rubra (Wettst.) K. Richt. (=N. miniata (Crantz) Janchen) Nymphoides peltata (Gmel.) Kuntze Oenanthe aquatica (L.) Poir. (=O. phellandrium Lam.) Ophrys benacensis (Reisigl) Danesch Ophrys fuciflora (F.W. Schmidt) Moench subsp. fuciflora Ophrys fusca Link Ophrys sphegodes Mill. Ophrys tetraloniae Teschner Oplismenus hirtellus P.Beauv. subsp. undulatifolius (Ardoino) Schulz Orchis anthropophora L. Allioni (=Aceras anthropophorum (L.) W.T. Aiton ) Orchis coriophora L. Orchis laxiflora Lam. Orchis militaris L. Orchis pallens L. Orchis papilionacea L. subsp. papilionacea Orchis provincialis Ball. ex Lam. et DC. Orchis simia Lam.

Oxytropis lapponica (Wahlenb.) Gay Oxytropis pilosa (L.) DC. Paeonia officinalis L. Pedicularis acaulis Scop. Pedicularis adscendens Schleicher Pedicularis elongata Kerner Pedicularis foliosa L. Pedicularis oederi Vahl Pedicularis palustris L. Pedicularis rostrato-spicata Crantz Peucedanum palustre (L.) Moench Philadelphus coronarius L. Phillyrea latifolia L. Physoplexis comosa (L.) Schur (=Phyteuma comosumL.) Polemonium caeruleum L. Polygonum alpinum All. Potamogeton berchtoldii Fieber Potamogeton friesii Rupr. Potamogeton obtusifolius Mert. et W.D.J. Koch Potentilla brauneana Hoppe

Potentilla frigida Vill. Potentilla grammopetala Moretti Potentilla nivea L. Potentilla palustris (L.) Scop. Primula albenensis E. Banfi et R. Ferlinghetti Primula auricula L. Primula daonensis Leybold Primula glaucescens Moretti Angiospermae protezione rigorosa Primula halleri Gmelin Primula minima L. Primula spectabilis Tratt. Pseudolysimachion pallens (Host) M. A. Fischer Pulsatilla montana (Hoppe) Rchb. Quercus crenata Lam. Radiola linoides Roth Ranunculus bilobus Bertol.

Ranunculus hybridus Biria Ranunculus parnassifolius L. subsp. eterocarpus P. Kupfer Ranunculus reptans L. Ranunculus seguieri Vill. Rhynchospora alba (L.) Vahl Rhyncospora fusca (L.) Aiton f. Salix alpina Scop. Salix glaucosericea Flod. Salix laggeri Wimmer Salix pentandra L. Salix repens L Salix rosmarinifolia L. Sanguisorba dodecandra Moretti Saxifraga adscendens L. Angiospermae protezione rigorosa Saxifraga arachnoidea Sternb. Saxifraga bulbifera L.

Saxifraga hostii Tausch subsp. rhaetica (Kerner) Br.-Bl. Saxifraga muscoides All. Saxifraga petraea L. Saxifraga presolanensis Engler Saxifraga tombeanensis Boiss. ex Engl. Saxifraga tridactylites L. Saxifraga vandellii Sternb. Scabiosa vestina Facchini Scirpus radicans Schkuhr Scutellaria minor Huds. Sedum anacampseros L. Sedum villosum L. subsp. villosum Sempervivum wulfenii Hoppe Senecio paludosus L. Serapias vomeracea (Burm.) Briq. Silene elisabethae Jan Soileirolia soleirolii (Reg.) Dandy Sonchus palustris L. Sparganium angustifolium Michx. Sparganium minimum Wallr.

Spiranthes aestivalis (Lam.) Rich. Spiranthes spiralis (L.) Chevall. Staehelina dubia L. Staphylea pinnata L. Stellaria bulbosa Wulfen (=Pseudostellaria europaea Schaeftl.) Stratiotes aloides L. Telekia speciosissima (L.) Less. (=Xerolekia speciosissima (L.) Anderb.) Thalictrum alpinum L. Trapa natans L. Trichophorum alpinum (L.) Pers. Trientalis europea L. Tulipa australis Link Tulipa sylvestris L. Angiospermae protezione rigorosa Typha laxmannii Lepech. Typha minima Hoppe Utricularia australis R. Br. (= U. neglecta Lehm.)

Utricularia bremii Heer ex Koell. Utricularia intermedia Hayne (EX: raccogliere in aree limitrofe) Utricularia minor L. Utricularia vulgaris L. Vaccinium microcarpum (Turcz.) Hooker fil. Vaccinium uliginosum L. Valeriana dioica L. Veratrum nigrum L. Verbascum phoeniceum L. Veronica catenata Pennell Viola comollia Massara Viola culminis Fenaroli et Moraldo (nuova specie delle prealpi bresciane) Viola dubyana Burnat Viola mirabilis L. Viscum album L. Vitaliana primulaeflora Bertol. subsp. sesleri (Buser) Pign. Willemetia stipitata (Jacq.) Cass. Zannichellia palustris L. Angiospermae

protezione rigorosa RANUNCULACEAE Aquilegia alpina L. L. Aquilegia maggiore Specie ad areale relativamente vasto con tendenza alpino-occidentale. H. 20 - 80 cm, a fusti robusti poco ramosi, con foglie sottili, suddivise in fogliole larghe e graziose, ovali arrotondate, d'un verde pallido sopra e pi chiare di sotto. Ha fiori di colore bleu intenso, grandi, del diametro di 5-8 cm a sperone poco incurvato. Vive nei pascoli sassosi e nei cespugliati tra 1600 e 2600 msm, ove fiorisce tra giugno e luglio. Nella nostra Regione esistono poche stazioni di questa pianta, puntiformi e

disgiunte. Ricercata per la sua bellezza, protetta in senso assoluto nelle province di Bergamo e Sondrio. spesso coltivata nei giardini anche in forme selezionate, ma ha RANUNCULACEAE Aquilegia einseleana F W Schultz L. Aquilegia di Einsele Identificata come specie distinta nel 1847 dal medico barese A. Einsele, questa specie alta da 20 a 40 cm vive tra le ghiaie intrise d'acqua, nelle pietraie, nei pascoli sassosi e sulle rupi strapiombanti, sempre su terreno calcareo, tra 300 e 2100 m di altitudine, dalle Alpi Giulie al Canton Ticino orientale. Endemismo alpico, con

fusto eretto, foglie doppiamente tripennato-partite, a segmenti rotondeggianti, ha fiori azzurri quasi eretti, piuttosto piccoli, con sperone ricurvo ma non uncinato. Pianta da considerarsi rara, che fiorisce tra giugno e luglio, non deve essere ORCHIDACEAE EPIPACTIS PALUSTRIS Crantz Pianta alta 30 - 60 cm. Rizoma stolonifero, fusto con foglie sessili lanceolate. Fiori con pedicello violaceo in racemo rado con brattee erbacee; tepali esterni pi lunghi, verde porporini; labello con strozzatura mediana, bianco con strie porporine. Cresce nei luoghi umidi erbosi dal piano a 1000 m.

THYMELAEACEAE (famiglia) Daphne alpina L. Dafne alpina Piccolo cespuglio a foglia caduca, alto da 30 a 90 cm, con rami contorti pelosi, provvisti di corteccia irregolarmente fratturata e a chiazze nerastre. Foglie lunghe 3-4 cm, raccolte all'estremit dei rami, di color grigio-verde, molto spatolate, pi scure nella parte superiore. Fiori bianchi, piccoli, vellutati, profumati, riuniti in fascetti di 4-10 all'estremit dei rametti, che danno luogo a una bacca rossa a maturit. diffusa in modo saltuario nelle zone montane dell'Europa meridionale, dell'Asia minore e dell'Africa settentrionale. Nella nostra Regione presente nei pascoli e nei boschi, sui ghiaioni ed anche sulle rupi, su terreno

calcareo, tra i 300 e 1700 m di altitudine. Non rara sulle nostre prealpi (Corni di Canzo, Gruppo dell'Albenza, Val Vestino, ecc.) presente anche nel bormiese. Fiorisce dal mese di aprile a quello di giugno. da considerarsi tossica in tutte le GENTIANACEAE Gentiana lutea L. Genziana maggiore Pianta perenne di notevoli dimensioni (fino a un metro e mezzo) fusto cilindrico, non ramificato grosso, con grandi foglie opposte, ellittiche, di color verde-chiaro-bluastro. Le foglie superiori proteggono gruppi di fiori in verticilli successivi. Ogni fiore ha il calice aperto da un lato e una corona a 5-9 lobi stretti, acuti, disposti a stella di color giallo-vivo.

I fiori non si chiudono mai, n durante le piogge, n durante la notte. La genziana maggiore fiorisce tra giugno e agosto e pu essere osservata nei prati magri, nelle schiarite dei boschi, nei pascoli paludosi, solitamente su terreno calcareo, tra 1000 e 2000 m di altitudine. La genziana maggiore era elencata tra le piante officinali a raccolta regolamentata, da quando per stata inclusa tra le piante protette dalla legge regionale, non GENTIANACEAE Gentiana ciliata L. Genziana sfrangiata Pianta annua o biennale, a caule gracile alto da 15 a 25 cm, spesso semplice o a rami uniflori. Ha foglie strette, lanceolate, opposte e che mancano alla base dei fusto.

Il calice a 4 lobi triangolari, la corolla grande (larga fino a 4 cm), stretta e oblunga divisa anch'essa in 4 lobi oblunghi, azzurri, con frange lineari alla base, e dentelli in alto. Vive nei pascoli aridi, nelle pinete e nelle brughiere, su terreno ricco di calce, dal piano a 2000 m di altitudine. Viene spesso raccolta nei mazzetti, perch una delle specie a COMPOSITAE / ASTERACEAE) Leontopodium alpinum (L.) Cass. Stella alpina o Edelweiss Spesso coltivata nei giardini e venduta in vaso, dai fioristi o sui mercati. Allo stato spontaneo stata in passato raccolta a tappeto ed estirpata senza criterio, posta in vendita a mazzetti lungo le strade di montagna.

L'infiorescenza di questa specie in effetti un insieme di capolini di fiori piccolissimi, bianchi, insignificanti, posti in evidenza da un involucro stellare, composto da 5-8 foglie spesse, lanose, e di un grigio che varia d'intensit a seconda del substrato sul quale la pianta cresciuta. L'indumento bianco che ricopre questa specie una valida difesa all'eccessiva traspirazione e si forma in quantit sulle piante che vivono allo stato spontaneo. La pianta, che fiorisce tra il mese di luglio e quello di agosto, caratteristica dei luoghi rupestri, ma non infrequente anche nei AMARYLLIDACEAE Narcissus poticus L. subsp. poticus Narciso Pianta caratteristica specialmente della Liguria, del Piemonte, dell'Appennino e

delle montagne sud-europee presente anche in Lombardia. Ha foglie larghe da 5 a 8 mm e lacinie fiorali larghe che si ricoprono sui bordi. Fiorisce tra aprile e maggio assieme all'altra sottospecie, nelle zone con uguali caratteristiche. Sfuggito alla coltura, qua e l pu essere trovato qualche volta il Narcissus biflorus Curtis con scapo a 2 fiori, probabile forma ibrida di specie coltivate. PRIMULACEAE Primula halleri Primula di Haller Simile alla precedente ma di maggiori dimensioni, con foglie farinose nella pagina inferiore, pi larghe verso la parte centrale. Scapo afillo, con fiori di color rosso-porporino, in ombrella piuttosto contratta, a calice lunghetto

con denti lanceolati, tubo lungo due o tre volte il calice e lacinie bilobe. Non frequente nei pascoli alpini umidi, su terreno basico o neutro, tra 1 500 e 2700 m di altitudine. Fiorisce tra giugno e luglio. CRASSULACEAE Sempervivum wulfenii Hoppe Semprevivo di Wulfen Pianta a grosse rosette basali con foglie carnose, color verdeglauco, inodore, acute ma non pungenti, a margini provvisti di ciglia. Il fusto alto sino a 30 cm, provvisto di foglie oblungolanceolate acute, e termina con un corimbo denso, di fiori a molti petali (12-18), patenti a stella, lanceolato-lineari, di colore giallodorato. Vive sulle rupi e nei luoghi secchi e ghiaiosi, esclusivamente

su terreni acidi, tra 1700 e 2600 m di altitudine. Fiorisce tra luglio e agosto. Viene raccolto abbastanza spesso per allevarlo Typha minima Hoppe TYPHACEAE Lisca minore Graziosa piccola pianta, alta non pi di 50 cm, formante cespi compatti, che portano spighe maschili e femminili lunghe al massimo 4 cm, le femminili di forma elissoide e di color bruno, distanti dalle maschili da 6 a 12 mm. La pianta ha fusto lungamente nudo in alto, eretto e semplice con foglie larghe da 1 a 3 mm, le cauline ridotte alla sola guaina. Dopo la caduta dei fiori

femminili la rachide di questa infiorescenza si presenta pelosa. Vive lungo i fossi, gli stagni e le paludi, dalla pianura a 1200 msm. Viola dubyana Bumat - viola di Duby Specie a foglie disuguali, le inferiori ovato-subrotonde od oblunghe, le superiori lanceolatolineari o oblungo-lanceolate.Fusti alti fino a 30 cm, ad internodi lunghi, con fiore violaceo a sperone sottile, non pi lungo di 5-6 mm, e con il petalo inferiore macchiato di giallo. Fiorisce da aprile a giugno. Vive su calcare nei luoghi erbosi aridi e sassosi, tra 600 e 2100 m di altitudine. Endemismo insubrico ricercato, spesso

raccolto anche se la modestia dei fiore non ne vale la pena. Trapa natans Castagna d'acqua-Trapaceae pianta acquatica perenne originaria di gran parte dell'Asia, da lungo tempo introdotta in Europa e nell'America settentrionale. E' costituita da una densa rosetta di foglie galleggianti, dentate, a forma di ventaglio, verde brillante sulla pagina superiore, con sottile peluria sulla pagina inferiore. Le foglie sono attaccate per mezzo di un lungo stelo spugnoso. In primavera produce fiorellini solitari di colore vario dal bianco al rosa intenso, che galleggiano al

di sopra delle foglie. Al di sotto della rosetta si sviluppano le radici che affondano nel terreno. In estate ogni fiore diventa un Galanthus nivalis L. Bucaneve Tipo corologico: Europeo-Caucasico Habitat: Boschi umidi, vallecole umide e fresche. Forma biologica: Geofita bulbosa Fioritura: marzo-aprile Dimensioni: 10-30 cm Note: Specie di notevole bellezza anche se non molto vistosa; caratteristica delle prime fasi della primavera. Fattori di minaccia: Captazione delle acque superficiali, interventi selvicolturali non attenti alla presenza

della specie; prelievo dei bulbi per trapianti nei giardini privati. Orchidea militare (Orchis militaris) Famiglia: Orchideacee Nome volgare: Orchidea militare Caratteristiche: Orchidea alta fino a 45 cm. con larghe foglie ellittiche. Fiori a spiga densa di color malva provvisti di un labello carminato; gli altri petali sono riuniti a formare un casco. Ophrys fuciflora (f.W. Schmidt) Moench Ofride dei Fuchi Tipo corologico: Eurimediterraneo Habitat: prati aridi, garighe, radure di querceti su suoli basici e

su "argille scagliose" Fioritura: maggio-giugno Dimensioni: 15-40 cm Fattori di minaccia: Impianti silvicolturali nelle stazioni di crescita (per alcuni siti di crescita). Orchis coriophora Orchide cimina Tipo corologico: Eurimediterraneo Fasce altitudinali: litoranea, collinare e di pianura Habitat: prati aridi, dune e greti fluviali consolidati, spesso su "argille scagliose" Forma biologica: Geofita bulbosa Fioritura: aprile-giugno

Dimensioni: 10-30 cm Specie di flora spontanea con raccolta regolamentata Listera ovata (L.) R. Br. Listera maggiore Sinonimi: Ophrys ovata L. Tipo corologico: Eurasiatico Fasce altitudinali: di pianura, collinare e montana. Habitat: boschi freschi, cespuglieti, radure, margini di sentieri, raramente praterie con suolo umido. Forma biologica: Geofita rizomatosa Fioritura: maggio-agosto Dimensioni: 40-60 cm

Anacamptis pyramidalis (L.) L. C. Rich. Orchide piramidale Sinonimi: Orchis pyramidalis Tipo corologico: Eurimediterraneo Habitat: prati e e pascoli aridi e umidi, cespuglieti, scarpate stradali; raramente boschi. Fioritura: maggio-giugno Dimensioni: 30-50 (80) cm Note: Specie comune, diffusa in gran parte del territorio regionale, talora presente con popolazioni molto ricche che danno luogo fioriture particolarmente vistose. Leucojum vernum L. Campanellino invernale Caratteristiche: Pianta bulbosa,

fusto fiorale alto dai 15 ai 30 cm; foglie basali, pi brevi del fusto con lamina lineare/canalicolata, larga tra i 5 ed i 12 mm e di colore verde scuro, foglie e fusti fiorali avvolti alla base da una guaina di colore bianco traslucido Il fusto fiorale reca un solo fiore (raramente 2), avvolto alla base da una spata membranosa, questo pendulo e di forma campanulata, i suoi tepali sono 6, suddivisi in interni (3) ed esterni (3), tutti di lunghezza eguale tra loro (15-22 mm) e di colore bianco candido, con una macchia verde allapice; il frutto una capsula carnosa e di colore verde Habitat: Cresce dal piano fino a 1200 m. in boscaglie, prati umidi e

Leucojum aestivum L. Campanella bianca Tipo corologico: CentroeuropeoCaucasico Fasce altitudinali: di pianura Habitat: prati umidi, paludi, rive di fossi e canali Fioritura: aprile-maggio Dimensioni: 30-50 cm Specie minacciata e in contrazione a causa della scomparsa o alterazione delle zone umide. Fattori di minaccia: Distruzione delle zone umide; pulitura troppo drastica delle rive di canali e fossi che attualmente costituiscono un habitat rifugio molto importante. per ridurre il fattore di minaccia gli argini non dovrebbero subire manomissione alcuna almeno nel periodo marzogiugno.

Allegato G: Lista nera delle specie alloctone animali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione 1. Bivalve texano Anodonta woodiana 2.Cerambicide dalle lunghe antenne Anoplophora chinensis 3. Cimice delle conifere Leptoglossus occidentalis 4 Metcalfa Metcalfa pruinosa 5 Dreissena Dreissena polymorpha 6.Gambero rosso della Luisiana Procambarus clarkii 7.Gambero americano Orconectes limosus 8.Gambero turco

Astcus leptodactylus 9.Rana toro Rana catesbeiana 10.Testuggine dalle orecchie rosse Trachemys scripta Lista nera delle specie alloctone PICCOLA FAUNA CIMICE DELLE CONIFERE Bivalve texano Anoplophora chinensis Metcalfa pruinosa Dreissena Lista nera delle specie alloctone PICCOLA FAUNA

Rana toro Orconectes limosus Testuggine dalle orecchie rosse Gambero rosso Louisiana Gambero turco All.H Lista nera delle specie Acer negundo Ailanthus altissima Ambrosia artemisiifolia Amorpha fruticosa Artemisia verlotiorum Bidens frondosa

Buddleja davidii Elodea Michaux tuberosus Humulus japonicus Lonicera japonica Ludwigia grandiflora Nelumbo nucifera Pinus nigra Prunus serotina Pueraria lobata Quercus rubra Fallopia Adanson Robinia pseudacacia Sicyos angulatus Solidago canadensis Solidago gigantea alloctone vegetali acero americano, negundo ailanto

ambrosia con foglie di artemisia amorfa cespugliosa, Indaco bastardo artemisia dei fratelli Verlot bidente foglioso buddleja di David peste d'acqua girasole del Canada, Topinambur luppolo giapponese caprifoglio giapponese ludwigia a grandi fiori fior di loto pino nero ciliegio tardivo, Ciliegio americano pueraria irsuta quercia rossa poligono giapponese robinia, Gaggia sicios angoloso verga d'oro del Canada verga d'oro maggiore

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